Haiti: la prima marcia gay nella giornata contro l’Aids

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Tra i manifestati caraibici, dodici omosessuali indossavano magliette con la scritta "Sono gay". Non era mai successo prima di adesso.

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Una dozzina di uomini con una maglietta che riportava la scritta "Sono gay" e "Vivo con l’HIV/AIDS" hanno marciato insieme a centinaia di altri manifestanti per le strade della capitale di Haiti in quella che gli organizzatori hanno definito la prima marcia dichiaratamente gay dei Caraibi.
La marcia si è tenuta durante la ventesima Giornata Mondiale contro l’Aids E gli organizzatori hanno dichiarato che sperano che una simile manifestazione serva ad abbattere le barriere e a raggiungere quanti più sieropositivi e omosessuali possibili con programmi che sono serviti ad abbattere di due terzi l’incidenza nell’ultima decade.

Haiti non ha leggi che puniscono o vietano l’omosessualità, ma essere gay o lesbiche è ancora motivo di fortissimi discriminazioni e persecuzioni. In più non esistono leggi che proteggano le persone lgbt da questo tipo di discriminazione.
"I gay positivi in questo paese subiscono una doppia discriminazione – ha detto Esther Boucicault Stanislas, una delle più conosciute attiviste haitiane, divenuta nota come la prima persona dell’Isola a dichiarare apertamente di essere sieropositiva agli inizi degli anni ’90.

Circa 500 manifestanti, tra cui funzionari del ministero della Salute e le persone impiegate nei programmi delle Nazioni Unite, hanno sfilato portando striscioni e intonando slogan fino al palazzo del comune senza, però essere ricevuti da nessuno.
In passato, altre manifestazioni contro l’Aids hanno avuto luogo ad Haiti, ma erano sempre organizzate da associazioni con base a New York o negli States.
Vale la pena ricordare che, con i suoi 9 milioni di abitanti, Haiti resta la parte dei Caraibi più colpita dalla piaga dell’Hiv ed è l’area con il livellod i incidenza maggiore dopo l’Africa Sub-sahariana.

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