HARLEM GAY

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Il quartiere nero di New York si tinge di rosa

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NEW YORK. "Quando dico ai miei amici gay che vivo ad Harlem" racconta Quohnos Mitchell "mi chiedono ‘Dove, nel palazzo gay?’". Mitchell ed il suo compagno Jeff Grübb sono tra i tanti gay che vivono nell’edificio che ospitava la Public School (PS) 157, ora convertito in un palazzo di 75 appartamenti, in Central Harlem. La Città di New York ha investito piú di 300 milioni di dollari per creare alloggi come questo di Harlem, ed ora i gay ne stanno approfittando.

Da sempre, nelle aree metropolitane degli Stati Uniti, gay e lesbiche iniziano a popolare quartieri che sono considerati non attraenti dal resto della popolazione etero. "(I gay) sono piú intraprendenti perché solitamente non hanno mogli e figli" spiega Gil Neary, un agente immobiliare che negli anni ’80 ha contribuito a trasformare il quartiere di Chelsea nella gay mecca di New York.

Il piú famoso quartiere nero d’America ha sempre avuto una significativa popolazione gay. Ma ora a prendere l’A train per Harlem non sono solo gay neri. "Non sono stato il primo gay nell’edificio" racconta l’architetto Marc Anderson, che vive nell’ex PS 157 da subito dopo la ristrutturazione del 1993 "ma sono stato sicuramente il primo bianco. In quegli anni la gente qui non era abituata a vedere bianchi in giro per Harlem e mi sono beccato un sacco di commenti. Ma non mi sono mai sentito indesiderato e nessuno mi ha mai additato come gay. Questo quartiere ha un vero senso della famiglia, cosí una volta le persone si sono abituate a me, io sono diventato parte del quartiere".

Nel PS 157 non ci si dimentica che qui siamo ad Harlem. "Ci abbracciamo e ci baciamo nell’atrio e nella stanza delle lavatrici" precisa Alec Floyd che vive nell’edificio con il suo ragazzo "ma fuori stiamo attenti. Questa non è Chelsea". "Ci sono ampi spazi e grande architettura" gli fa seguito Joey, un altro inquilino "ma non puoi camminare per la strada mano nella mano con il tuo compagno".

Ma non tutti sono d’accordo. "Quando usciamo, Quohnos ed io ci teniamo per mano senza pensarci, come facciamo a Chelsea" ribatte Jeff Grübb. "Certo, a volte c’è un po’ di tensione nell’aria, ma è bene fin da subito essere se stessi e stabilire un precedente".

C’è già chi parla di un secondo Rinascimento di Harlem, dopo quello che nei primi decenni del secolo ha reso il quartiere famoso nel mondo.

Ma per ora il paragone rimane un auspicio. Negli anni ’20 fino agli anni ’50 i gay socializzavano apertamente nei locali misti di Harlem ed erano tra i protagonisti della vita culturale della comunità. "E’ difficile comparare le due realtà" spiega Kevin McGruder del Gay Men of African Descent, che vive ad Harlem da quindici anni. "Le persone non erano ‘out’ allora come lo sono oggi. Ma oggi ad Harlem non c’è molta vita sociale, etero o gay".

Per molti gay neri vivere ad Harlem significa sentirsi piú a contatto con il proprio background culturale e sociale. "Non mi sentivo a mio agio a Chelsea" spiega Mitchell "Ma Harlem è molto simile a ciò che ho conosciuto, crescendo nero a Detroit. Mi sento a casa".

Per alcuni gay inoltre, Harlem ha il vantaggio di non essere OMO-genea. "Non voglio Harlem diventi un’altra Chelsea" commenta Grübb.

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I residenti iniziano a vedere di buon occhio questa nuova presenza gay nel loro quartiere. "E’ una cosa positiva perché (i gay) stanno portando nell’economia la diversità di cui il quartiere ha bisogno. Inoltre ha costretto le persone di qui a domandarsi non solo sui gay ma anche sui bianchi" dice un residente gay di vecchia data la cui famiglia vive ad Harlem dal 1923.

"Ho un look e modi femminili" ricorda Thomas Moore, 26 anni, trasferitosi ad Harlem l’anno scorso. "All’inizio avevo paura e mi domandavo se il mio culo sarebbe stato picchiato. Ma adesso che vivo qui da piú di un anno, ho visto che il quartiere è fottutamente gay, cosí io sono la stessa persona qui come Downtown. Mi sorprendo camminare con la mano sul mio fianco e ci penso per un secondo. E mi dico, fottiti, anch’io vivo ad Harlem".

di Gabriele Zamparini – da New York

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