Hotel perde le cinque stelle per i commenti omofobi del proprietario

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"Non so cosa stavo dicendo" - ha scritto il proprietario - "speravo di raccogliere risate parlando come si faceva negli anni '70".

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Non che sia una sorpresa, ma un altro dei buoni amici di Donald Trump è un omofobo. L’unica cosa che fa notizia è che, questa volta, l’omofobo la paga cara. Questo perché Stewart Spence, il soggetto in questione, è anche possessore di un hotel extra lusso. Spence è infatti il proprietario del Marcliffe Hotel, un 5 stelle situato ad Aberdeen, Scozia.

In realtà le stelle non sono più cinque, perché alcuni suoi commenti hanno comportato la revisione delle stesse. Durante un suo discorso del 20 ottobre, Spence si è infatti lanciato in una tirata sul fatto di non aver – “fortunatamente” – mai avuto impiegati gay. Poi l’è presa con John Travolta, esprimendo una serie di commenti offensivi sull’attore e sul suo orientamento sessuale.

“La stanza è diventata così silenziosa che non si sentiva più volare una mosca. Nessuno ha avuto il coraggio di difenderlo, dopo”, ha rivelato uno dei presenti a una tv locale. “È una vergogna che la cena fosse sui talenti emergenti della nostra industria e lui se ne sia uscito con dichiarazioni tali da far sembrare che tutti la pensassimo come lui, cosa non vera”. 
Spence, vista la mala parata, si è scusato il giorno dopo dicendo che i suoi commenti sono stati “male interpretati”“Non so cosa stavo dicendo” – ha scritto in una email di scuse – “speravo di raccogliere risate parlando come si faceva negli anni ’70, ma non sono stato capito”.
Comunque si andata all’hotel sono state sospese le cinque stelle e il suo nome è stato rimosso dalla Visit Scotland’s Quality Assurance“Abbiamo rimosso l’hotel dalla lista degli hotel disponibili sul sito web finché non avremo testimonianze scritte che assicurino che la direzione non porti avanti politiche discriminatorie con lo staff e con i clienti e che vengano quindi pienamente rispettate le leggi vigenti. Abbiamo anche consigliato loro di effettuare un corso e chiedere supporto a organizzazioni come Stonewall.
La stessa presidente di Stonewall, Catherine Somerville ha dichiarato che “esistono ancora tante cose da fare perchè i lavoratori LGBT e i clienti LGBT non vengano discriminati sul posto di lavoro. Allo stesso tempo rincuora una reazione spontanea così evidente”.
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