I GAY NASCOSTI SONO PROFUGHI

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Lo storico riconoscimento in Australia, dove l'Alta Corte ha sentenziato che una coppia gay che in patria è costretta a vivere "con discrezione", ha diritto allo status di...

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SYDNEY – Gli omosessuali che sarebbero costretti a vivere “con discrezione” la propria relazione per evitare persecuzioni nel paese d’origine, potranno aver diritto allo status di profughi, secondo un verdetto cruciale, emesso oggi dall’Alta Corte, il tribunale di piu’ alto grado in Australia. La Corte in seduta plenaria ha annullato, con quattro voti a tre, una precedente sentenza nel caso di due uomini del Bangladesh, che affermano di rischiare persecuzioni se rimandati in patria.
Il Tribunale per lo status di profugo e la Corte federale avevano stabilito in precedenza che sarebbe improbabile che i due subiscano persecuzioni in patria, se riprendono lo stile di vita gay “discreto” che mantenevano prima di fuggire dal Bangladesh nel 1999. Con un giudizio senza precedenti al mondo, per un tribunale di appello finale in materia di persecuzione per orientamento sessuale, l’Alta Corte di Canberra ha invece stabilito che una tale persecuzione sarebbe “probabile”.
Il verdetto mette i gay richiedenti asilo che fuggono da persecuzioni sessuali, sullo stesso piano di coloro che fuggono da persecuzioni religiose o politiche. Potra’ anche applicarsi alle donne che sono state perseguitate perche’ vittime di violenza sessuale.
“Siamo grati alla Corte, ai nostri avvocati e all’Australia,” ha dichiarato ai giornalisti uno dei due uomini, che non possono essere nominati per ragioni legali. “Vogliamo vivere qui per il resto della nostra vita”, gli ha fatto eco il compagno. I due, che vivevano insieme in Bangladesh dal 1994, hanno affermato di essere stati ostracizzati dalle famiglie e di aver subito aggressioni fisiche a causa del loro orientamento sessuale.
Il legale della coppia, Bruce Level, ha salutato il verdetto come “senza precedenti al mondo”. “Il risultato di questa causa ha il potenziale di influenzare le decisioni in tutti i paesi che accettano profughi”, ha aggiunto.

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