“I gay non sono specie protetta”: e slitta la mozione

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Bergamo: la maggioranza di centrodestra rinvia per la seconda volta la discussione in consiglio comunale di una mozione antiomofobia che richiede interventi di sensibilizzazione nelle scuole.

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MILANO – Una doccia fredda ha accolto le circa trenta persone che, sull’onda del sit-in civile di solidarietà del 12 settembre, si sono presentate lunedì a Palazzo Frizzoni, sede del municipio di Bergamo, per assistere al consiglio comunale, dov’era in programma, per la seconda volta nel giro di un mese, la discussione di una mozione (qui il testo) volta a proporre interventi di sensibilizzazione contro l’omofobia a livello locale, e scaturita dagli episodi di violenza che si sono verificati in lungo e in largo per l’Italia nel corso delle ultime settimane.

Ricapitoliamo: lo scorso 14 settembre, all’indomani della riuscita manifestazione spontanea organizzata tramite Facebook dal gruppo “Bergamo contro l’omofobia”, il consigliere comunale di minoranza dei verdi Pietro Vertova (foto a destra) decide di proporre l’inserimento – all’ordine del giorno e come punto urgente –  di una mozione in cui, oltre a invitare “il Parlamento italiano a discutere ed approvare quanto prima la legge contro l’omofobia che ha attualmente l’approvazione di tutti i partiti politici”,  si chiede al comune di promuovere in città “iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica a una cultura delle differenze e alla condanna di una mentalità omofobica e transfobica”. La richiesta centrale della mozione è ancor più specifica: intervenire, “in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, anche e soprattutto nelle scuole, che hanno il dovere di formare i giovani perché contribuiscano a costruire un mondo rispettoso dei diritti di ciascuno.” La discussione viene tuttavia rinviata una prima volta al 28 settembre.

Il lunedì in questione, mezz’ora prima del’inizio del consiglio, la maggioranza annuncia a sorpresa che la discussione slitterà di altre due settimane. "Non che i gay non debbano essere tutelati o difesi – dichiara il capogruppo Pdl Giuseppe Petralia (foto a sinistra) al quotidiano "Il Bergamo"- ma il problema va inserito in un contesto molto più grande: la sicurezza di tutti. Il vero problema è che in Italia c’è un rigurgito di violenza: omosessuali picchiati, donne violentate, aggressioni di notte. Tutte le istituzioni devono prendere una posizione forte, ma non dobbiamo permettere che certe iniziative ghettizzino la popolazione o che confondano i gay con una specie protetta. La questione non è culturale quindi, semmai, sconfina nel campo della sicurezza. […] L’Italia sta andando alla deriva, e sarebbe più giusto far applicare le leggi che già ci sono, piuttosto che crearne altre ma che diano una percezione culturale differente di alcune persone." La maggioranza decide quindi di introdurre il tema in aula con una “contro-mozione” sulla sicurezza a più ampio raggio.

“Dico io, non potevano presentarla ieri? – esordisce, interpellata da Gay.it, Elisa Radesca (foto a destra), con Laura Livez organizzatrice di “Bergamo contro l’omofobia.” “Mi sembra assurdo che non si sia discussa la mozione di Vertova per aspettare quest’altra, quando la prima è in calendario da una settimana e più. Avevano tutto il tempo per presentarla. Oltretutto penso che in molti non l’abbiano nemmeno letta, perché se è vero che vi si parla di sicurezza in maniera più o meno diretta, ciò su cui punta è soprattutto l’informazione, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e la diffusione di una cultura basata sul rispetto delle differenze.”

Per cui adesso toccherà aspettare. “Il presidente del consiglio comunale ha comunque assicurato il suo impegno in prima persona – prosegue Elisa –  affinché la mozione venga discussa come primo punto al prossimo consiglio. Noi siamo ancora piu decisi di prima: vogliamo portare in comune tutte le persone che erano presenti al sit-in (300) e fare davvero presenza in modo massiccio e importante, perché venga discussa, e soprattutto approvata. Adesso abbiamo il tempo per organizzarci!”

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E noi continueremo a seguirli da vicino. Nel mentre, il plauso di Gay.it a questa lodevole iniziativa, e in particolare al suo approccio pragmatico ed educativo. Nella lotta all’omofobia, è proprio dalle scuole e dall’istruzione che bisogna partire: speriamo che anche in questo caso funzioni l’effetto-contagio che ha originato le manifestazioni spontanee delle ultime settimane, e che sulla scia di Bergamo anche altri comuni si rendano conto che, di fronte a un governo latitante, esistono molti modi per cominciare a intervenire dal basso.

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