I giocatori della Fiorentina: “Gay nel calcio? Non esistono”

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I viola sono pronti a giurare che i gay nel calcio non esistono. E lo dicono direttamente dal loro spogliatoio, dove il mensile GQ li ha intervistati in...

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Il mensile GQ è entrato negli spogliatoi della Fiorentina per capire il segreto della squadra "più cool del momento", quella che in sei anni è riuscita non solo a scampare al fallimento, ma è arrivata a giocare addirittura in Champions League.

Eppure dalle bocche dei viola sono uscite banalità imbarazzanti che di "cool" hanno ben poco. Una su tutte, quella più dura a morire, è che i gay nel calcio non esistono. Una convizione supportata da motivazioni di ferro (!). «Credo di non aver mai incontrato un gay, anche se magari qualcuno ci sarà pure», ha affermato Marco Donadel, centrocampista. Il portiere Sebastien Frey dice che tra i giocatori, i gay non esistano e supporta questa sua convizione con questa motivazione: «L’argomento principale nello spogliatoio è quell’altro là». Giampaolo Pazzini, attaccante, afferma candidamente: «Magari mi sbaglio, ma la mia sensazione è di non aver mai incontrato un calciatore gay». Il difensore Alessandro Gamberini incalza: «Ok, ma se qualcuno tirasse fuori il problema cambierebbe anche l’atteggiamento di tutti gli altri». E Frey aggiunge: «Scherzi? In questo mondo dove la tifoseria già ti attacca mogli e fidanzate figurati se uno si dichiara gay. Lo massacrano. Striscioni, cori. Un inferno».

«Il fatto è, e i calciatori della Fiorentina lo dicono chiaramente, che non è possibile dichiararsi omosessuali, perché il mondo del calcio e le tifoserie sono omofobe e machiste» afferma Paola Concia, deputata del PD. «Altrove è uguale ma, per esempio, Philipp Lahm, calciatore della nazionale tedesca, ha recentemente invitato i calciatori gay a fare coming out, per vincere il pregiudizio e l’omofobia nel calcio.» «I calciatori, anche loro – conclude la parlamentare democratica – facciano uno sforzo ed affrontino la vita senza nascondersi. Aiuterebbero tanti loro tifosi, gay e non, a raggiungere un maggiore livello di civiltà. Ne guadagneremmo tutti.»

 

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