I VALDESI E I GAY

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Arcigay dà l'8‰ ai Valdesi: vediamo perché.

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Quest’anno il messaggio dell’Arcigay nazionale è stato chiaro: il popolo omosessuale farà cosa gradita se devolverà l’Otto per mille alla Chiesa Valdese.

Non è un’indicazione nuova, ma quest’anno è stata riproposta con forza su tutti i mezzi di informazione.

Per approfondire la questione ed andare al di là di una semplice indicazione, gay.it ha sentito due esponenti della Tavola Valdese romana, il dott. Bruno Ricca, responsabile dell’Ufficio otto per mille e la vice moderatrice Maria Bonafede.

Dott. Ricca, quanto vi ha sorpreso la decisione dell’Arcigay?

E’ una indicazione che viene data già da alcuni anni. Del resto la Chiesa Valdese ha sempre mostrato grande apertura nei confronti del mondo omosessuale. Non dimentichiamo che l’anno scorso, per il World Pride a Roma, l’unica Chiesa aperta era il Tempio valdese di Piazza Cavour.

Da dove deriva questa disponibilità?

Il protestantesimo è molto tollerante. Basta guardare alla condizione omosessuale nei paesi anglosassoni. Esistono dei gruppi di riflessione. Ed all’interno della Chiesa Valdese ci sono pastori omosessuali. Per noi il cristianesimo si pone al di sopra delle scelte sessuali dell’individuo.

Quanto ha inciso, negli anni passati l’indicazione di versare alla Tavola il contributo?

Non abbiamo molte informazioni dal Ministero delle Finanze. Inoltre, negli ultimi anni, altre chiese sono entrate nel novero dei destinatari. I dati sono pochi e criptici. Ma è un contributo molto apprezzato. L’utilizzo, da parte nostra, del contributo è in favore della promozione e sostegno dei diritti umani. Abbiamo tre osservatori a Timor est, in Guatemala ed in Colombia, un archivio a Buenos Aires per i desaparesidos. E’ ovvio che in questa ottica si presta attenzione anche ai diritti delle persone omosessuali.

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