IGNORANZA E INDIFFERENZA

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La Lega chiede che Berlusconi intervenga sulla Francia per bloccare il "matrimonio gay" di lunedì prossimo tra Alessio e Christian. Il Governo: «è un atto amministrativo che non...

ROMA – Il "matrimonio" gay che si celebrerà lunedì 12 ottobre all’ambasciata francese, scatena le ire della Lega. Che chiede a Berlusconi di prendere iniziative «nei confronti del Governo francese per evitare in futuro analoghi episodi, suscettibili di creare disagio ed anche di avere gravi conseguenze sul piano dei rapporti diplomatici tra i due Paesi». Dal Governo giunge in risposta una rassicurazione per gli alleati: la "celebrazione" è un puro «atto amministrativo» non parificabile a un matrimonio, e che «ha validità solo in Francia, mentre non può avere rilevanza o efficacia in Italia». Soddisfatti i leghisti si acquietano.

E’ questa, in sintesi, la cronaca della questione posta, nell’ambito della sessione di interrogazioni a risposta immediata ("question time") che si è tenuta oggi nel pomeriggio, dai parlamentari della Lega al Ministro degli Affari Esteri, e che riguardava il "matrimonio" tra Alessio de Giorgi e Christian Panicucci che verrà celebrato lunedì a Roma, grazie al rito transalpino del ‘pacs’, il patto civile di solidarietà. Nel testo, firmato dalla quasi totalità dei deputati leghisti, i parlamentari giudicano «inopportuno l’utilizzo dell’extraterritorialità diplomatica al fine di stipulare contratti non solo non previsti dalla legislazione nazionale, ma anche oggetto di forte contrarietà all’interno della società italiana».

Ma il Governo, per bocca del Ministro dei Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, dà scarsa soddisfazione ai parlamentari leghisti: nessuna azione sarà intrapresa verso il Governo francese, che ha tutti i diritti di svolgere la cerimonia. Ma lancia anche un avvertimento alla comunità gay: «l’atto non può avere alcun riconoscimento nel nostro ordinamento giuridico».

Alessio De Giorgi e Christian Panicucci si dicono "sconcertati" dalla interrogazione della Lega e definiscono «khomeinista, figlia del peggiore fondamentalismo e di una visione gretta della società una cultura – come quella evidenziata dalla Lega oggi – che vuole imporre non solo ai propri concittadini, ma addirittura a Stati Sovrani esteri la propria visione della vita, le proprie convinzioni morali, ideologiche e religiose». Secondo i due, «la risposta del Ministro Giovanardi è stata corretta e civile», mente di segno opposto è il commento di Franco Grillini che giudica "sconfortante" il fatto di negare qualsiasi valore giuridico del Pacs in Italia. Arcigay, invece, dà una lettura positiva della vicenda: «il Governo finalmente riconosce che il Pacs non è in contraddizione con l’art. 29 della Costituzione Italiana – osserva il presidente nazionale Sergio Lo Giudice – Non dovrebbe quindi sollevare ostacoli di natura costituzionale alla discussione e all’approvazione in Parlamento del progetto di legge dell’on. Franco Grillini, per l’introduzione del Pacs in Italia». «La Lega Nord al contrario – continua Lo Giudice – rappresenta un pericolo per i diritti umani nel nostro paese. E’ il partito italiano più vicino alle posizioni razziste e antilibertarie dei regimi nazi-fascisti dell’ultimo secolo».

Così, lunedì prossimo a Roma, le prime nozze ufficiali che saranno celebrate in Italia, sia pure in un’ambasciata, quella di Francia, saranno occasione anche per lanciare le rivendicazioni del movimento: ci sarà anche la prima coppia italiana gay che si è sposata in Olanda, mentre lo stesso giorno, Grillini presenterà alla Camera la proposta di legge per il "pacs" italiano, intitolata "Del patto civile di solidarietà", e parteciperà al lancio di una nuova associazione nazionale, battezzata ‘Lega italiana delle famiglie di fatto’, «di cui Alessio e Christian, insieme alla coppia di Latina che si è sposata all’Aia saranno i testimonial», come spiega il presidente di Arcigay, contattato telefonicamente da Ap.Biscom.

«L’associazione – aggiunge – rientra in una battaglia di carattere generale, che coinvolge sia etero che omosessuali. Come gay noi vorremmo il matrimonio, per una totale parità dei diritti. Sul piano dei diritti civili, ci battiamo invece perché ci sia una legislazione come quella delle famiglie di fatto che si potrebbe definire come un matrimonio più leggero».

La proposta di legge sul riconoscimento delle coppie di fatto risulta, secondo il deputato Ds, compatibile con il «precedente istituto giuridico del matrimonio tradizionale», che risulta arricchito da un «elemento di pluralismo». La nuova legge non andrebbe insomma a scontrarsi con l’art.29 della Costituzione italiana, quello che prevede il «riconoscimento dei diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio».

Quanto al matrimonio tradizionale, sembra attraversare una crisi quasi irrimediabile. «Un’associazione – fa notare Grillini – ha recentemente calcolato che prendendo in considerazione i delitti consumati nell’ambito delle famiglie tradizionali (per separazioni, rapporti fra marito e moglie, ecc.) negli ultimi otto anni ci sono stati circa ottocento morti».

Intanto da Latina, Antonio Garullo e Mario Ottocento, i due giovani che si sono sposati all’Aja pochi mesi fa, fanno i loro auguri a Alessio e Christian: «Ci batteremo perchè come tutti i gay italiani discriminati ed esclusi qui in Italia, ci vengano riconosciuti uguali diritti e doveri, come succede in tutta Europa», hanno detto i due ceramisti di Latina, che la prossima settimana avvieranno, attraverso l’avvocato Ezio Menzione, la richiesta di riconoscimento del loro matrimonio in Italia di fronte alla Corte d’appello di Roma.

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