Il Cassero trasloca

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Sembra ormai imminente l'addio da parte di Arcigay alla storica sede del Cassero, alla volta di una migliore destinazione

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Sembra imminente l’addio al Cassero di Porta Saragozza, quartier generale e roccaforte degli omosessuali italiani dal 1982, oggetto di scontri violentissimi tra i gay e la Chiesa. Nuova destinazione la Salara, la palazzina restaurata da pochi anni, tra viale Pietramellara e via Don Minzoni. Otto giorni fa il vice capo di gabinetto del sindaco Giorgio Guazzaloca Marco Zanzi ha accompagnato per un sopralluogo alla Salara l’intero stato maggiore del mondo gay bolognese. Dal presidente dell’Arcigay Sergio Lo Giudice al presidente onorario Franco Grillini e al presidente del circolo del Cassero Samuele Cavadini.

La Salara, si sa, non dispiacerebbe affatto ai gay. E’ perfino più grande e prestigiosa dell’attuale sede a porta Saragozza. Tanto che tre anni fa era stata l’Arcigay a dire che per quella sede avrebbe potuto lasciare il Cassero. Lo fece sapere all’allora sindaco Walter Vitali, che il giorno del suo insediamento in Comune aveva parlato della necessità di accogliere la richiesta della Chiesa bolognese di superare la ferita della presenza di un circolo omosessuale in un luogo consacrato alla Madonna di San Luca, davanti al quale si ferma la processione. Vitali però non accettò l’offerta. Recentemente è stato Giorgio Guazzaloca a proporsi l’obiettivo di accontentare la Chiesa, un obiettivo che in Comune e in via Altabella sanno che si potrà raggiungere solo con il consenso della comunità omosessuale. Così Guazzaloca, che al Cassero pensa di metterci i vigili ha affidato l’incarico a Zanzi. E i contatti si sono intensificati, fino al sopralluogo di mercoledì 14 marzo.

Memori di precedenti esperienze sia in Comune che al Cassero minimizzano il valore dell’incontro e negano che ci sia una trattativa. «Non ho mai partecipato a sopralluoghi – smentisce Cavadini -. La Salara? E’ una delle ipotesi di cui si parlò in passato, ma poi non se ne fece nulla. Cosa faremmo se ce la offrissero? Non lo so, ne discuteremmo. Sarebbe una buona proposta, ma trattative non ce ne sono». Anche Grillini cade dalle nuvole: «La Salara? Non ne so nulla».

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