IL DIRITTO DI ESSERE COPPIA

di

Milano, parte il gruppo di lavoro che dovrà presentare una bozza di accordo sulle coppie di fatto. Unico voto contrario: Lega Nord. Il dibattito, nei particolari. Un cammino...

748 0

MILANO – A fine seduta, non nasconde la sua soddisfazione Pietro Rutelli della Margherita. E’ compiaciuto anche il presidente Paolo Massari che evita con sagacia la rappresentante della Lega Nord Laura Molteni. Sono le 19.50 di venerdì 11 ottobre, con un voto palese la Commissione Pari Opportunità del Comune di Milano, approva l’istituzione di un gruppo di lavoro che si occuperà di studiare i passi necessari per presentare alla Commissione congiunta Pari Opportunità ed Affari Istituzionali una bozza di accordo sulle coppie di fatto. Otto le mani alzate a favore della proposta di Rutelli; una, quella della Molteni, contraria. Il gruppo di lavoro è formato da: Paolo Massari (Forza Italia): presidente; Pietro Rutelli (Margherita); Stefano di Martino (AN); Giuliana Carlino (Di Pietro-Italia dei Valori). Paolo Massari ci spiega cosa dovrà fare il gruppo che verrà designato stasera, ed il suo personale pensiero: "In Commissione si è sentita la difficoltà ad affrontare il tema, ritroviamo le stesse resistenze che troviamo nella società italiana. Magari, poi, nel nostro intimo siamo più tolleranti. Oggi dobbiamo istituire questo gruppo di lavoro che presenterà un testo che potrà andar bene prima per la Commissione e poi per l’aula consiliare. Nel gruppo di lavoro, non ci devono essere votazioni. Se tra un mese, vediamo che non si riesce ad elaborare un testo, saremo costretti a presentare un documento di parte. So che esponenti di An stanno cercando di comprendere meglio come stanno le cose, ma sia nel centro-destra come nel centro-sinistra non tutti sono d’accordo: vedremo. Io sono di Forza Italia e dico che nel mio partito, come in An o nei cattolici c’è una forte resistenza a far passare questo diritto sacrosanto anche per i gay. Ma sento che è una questione di libertà e che il Comune di Milano deve tutelare i diritti delle coppie di fatto. Rutelli ha fatto un lavoro egregio che non può essere mortificato o lasciato senza risposte adeguate. Dobbiamo risolvere questa cosa".

Tirato in ballo, sentiamo Pietro Rutelli: "Il percorso che abbiamo scelto deve far capire che non esiste una strada ideologica sul problema. La costituzione di questo gruppo di lavoro, fa propri, in termini consultivi la documentazione che abbiamo avuto dalle associazioni gay, che ci hanno fornito un’abbondante serie di esperienze che sono stati portati avanti da diversi Comuni. Questa messe di esperienze è per noi di utilità estrema; dobbiamo trovare una strada che non mortifichi le diverse sensibilità." Come? "Il primo passo concreto – continua Rutelli – è quello di utilizzare l’autocertificazione, che già esiste, dove una persona si assume la responsabilità nei confronti di un’altra persona di un sostegno economico, sociale, assistenziale. Nessuno può dire di no all’autocertificazione. Dopo che queste persone hanno dichiarato questa assunzione di responsabilità reciproca, si può chiedere, e già esiste, l’annotazione nei reciproci stati di famiglia. Questa è una strada che nei contenuti fa propri il tema delle coppie di fatto, senza affrontarlo come un problema di legge che, inevitabilmente, creerebbe delle tensioni nei vari partiti". La strategia del leader della Margherita è quella di non voler indebolire i matrimoni tradizionali per affermare quelli gay che, sono una scelta ideologica. La strada deve essere quella culturale che crea più possibilità di trasversalità e possibilità di successo. Far così emergere la cultura del privato, rispetto a quella statale, intesa come responsabilità civile. Chiediamo, prima di entrare in aula, a Rutelli e Massari quali saranno i tempi. "Entro un mese questo testo dovrebbe essere pronto" spiegano "crediamo che entro Natale, le posizioni saranno molto chiare. Bisogna lavorare per porre al centro il valore della persona umana, avremo così il sostegno dei cattolici e non. Milano deve far crescere gli stati di libertà come esercizio di un potere costruttivo di aumento della solidarietà tra persone."

E quanto spiega Rutelli agli altri commissari, in apertura di seduta. Massari è amareggiato nel constatare che solo quattro commissari su diciotto sono presenti in aula. Arrivano altri ed il dibattito comincia a prendere forma.

Camillo Pennisi (Forza Italia) obietta la sua contrarietà ad affrontare un tema rivolto solo agli omosessuali. A Milano, dice, le coppie di fatto sono in maggioranza eterosessuali. Massari guarda Rutelli e, capiscono che la loro linea di attacco non può essere diversificata da quella riportata sopra. Prende la parola la leghista Laura Molteni, esprimendo la sua ferma contrarietà alla discussione in corso, come alla costituzione del gruppo di lavoro sulle coppie di fatto. Il programma del Polo delle Libertà, insiste, non ha nulla che riguarda le coppie di fatto, non ha nulla sulle unioni gay ed a nessuno dei presenti è dato rivoluzionare quel programma. I diritti ed i doveri dei cittadini sono già contemplati nelle leggi esistenti. Il tema, per lei, è di carattere nazionale e non può essere affrontato da questa assise. Davide Tinelli (Prc) attacca l’intervento della rappresentante leghista, spiega che le coppie di fatto sono una realtà a cui dare diritti oggi negati. Lui stesso, dichiara di aver formato una coppia di fatto con la sua compagna e, di aver fatto l’annotazione civile ma di essersi reso conto che ci sono una serie di problemi per molte persone gay che non hanno accesso ad istituti giuridici. Palmeri Manfredi (Forza Italia) e Carlo Antoniazzi (Antoniazzi) seppur con diversificazioni politiche e non di merito, danno un giudizio favorevole sulla costituzione del gruppo. Antoniazzi pone il problema cattolico legato anche al Concordato che unisce il matrimonio religioso a quello civile; si dice convinto che si potrà arrivare ad una soluzione graduale per quanti non hanno e non possono accedere a questo istituto. Ritorna in campo Laura Molteni, battibecca con il presidente Massari e con qualche collega della sua stessa maggioranza, richiamandoli al programma elettorale; sembra non voler sentire ragioni, chiusa nel suo dogma. Meraviglia piacevolmente l’intervento del rappresentante di An, Stefano Di Martino che, dichiara la disponibilità a recepire la proposta di Rutelli, convinto che sia un fatto di grande civiltà per Milano, dare ascolto e forme giuridiche alle coppie di fatto omosessuali ed etero. La stessa Molteni lo guarda stupita, ma è il presidente a mettere in chiaro le cose. Spiega che sono stati chiamati in causa dagli omosessuali milanesi non per un problema di discriminazione ma per stabilire il riconoscimento dei diritti che oggi sono mancanti nella comunità gay della città; e quello più importante riguarda le coppie di fatto che, non include solamente gli omosessuali. Verrebbe voglia di alzarsi ed abbracciare Massari, tanto è la tenacia e lo spirito risolutivo che mette nei suoi interventi, dal tavolo della presidenza. Mentre molti sorridono soddisfatti, ancora una volta la Molteni chiede la parola, ripetendo la litania e richiamando tutti a non occuparsi di cose a cui, secondo lei, deve pensare il governo di Roma. E’ tardi, il presidente mette ai voti la proposta del gruppo di lavoro. Passata, si designano i due rappresentati della maggioranza e i due della minoranza. Tra qualche mese, forse, i cittadini gay milanesi e le coppie di fatto sapranno se oltre ai doveri avranno anche i diritti, e potranno non essere più cittadini di serie b.

di Mario Cirrito

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...