IL GAY NON VA ALLA GUERRA

di

Il marine Stephen Funk, omosessuale dichiarato, presenta domanda di obiezione di coscienza per non combattere in Iraq, rischiando la galera. E' un caso nazionale, ma i gruppi gay...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
858 0

SAN JOSE’ (Claifornia) – Martedì mattina, Stephen Funk, riserva del corpo dei Marines americani, omosessuale, si è “consegnato” alle autorità militari a San José, California, dopo aver speso un mese a completare la sua richiesta di esonero come obiettore di coscienza. «Non posso in tutta coscienza prendere parte alla guerra – ha detto il ventenne Funk – Obietto perché credo sia impossibile raggiungere la pace attraverso la violenza».
Il caso di Stephen Funk ha riacceso il dibattito all’interno della comunità omosessuale americana, che contiene al suo interno, nei confronti della guerra, atteggiamenti molto diversi: se la maggior parte dei leader delle organizzazioni gay si sono apertamente schierati contro l’intervento militare in Iraq, tanti omosessuali combattono per vedere riconosciuta ai gay e alle lesbiche presenti nelle Forze Armate, pari dignità con i loro colleghi eterosessuali, e rivendicano quindi il loro impegno professionale anche sul campo di battaglia.

Funk si era arruolato nel corpo dei Marines nel febbraio 2002 e aveva passato sei mesi nel campo d’addestramento. Quando a febbraio del 2003 era arrivato l’ordine di attivazione, Funk non si era presentato all’appello. Ha detto che a quel tempo aveva appena appreso della possibilità di diventare un obiettore di coscienza e stava lavorando alla sua richiesta.
Aimee Allison, un ex-medico dell’esercito che è diventato obiettore di coscienza nel 1992 e che ora assiste Funk, ha detto che i militari non prevedono di portarlo in tribunale; sarà impiegato con mansioni ridotte, in un lavoro d’ufficio nella base di San Josè mentre gli ufficiali prenderanno in considerazione la sua domanda di esonero.
«Non credo che lo vogliano arrestare o metterlo in galera, e non dovrà nemmeno stare nelle baracche, che sarebbe insolito – ha detto Allison – E’ una grande vittoria per le persone di coscienza».
A chi gli chiedeva se la sua sessualità fosse un fattore determinante nella decisione, Funk ha risposto: «Ovviamente essere gay ha influenzato le mie convinzioni morali, ma il motivo per cui voglio uscire dalle forze armate non è perché sono gay. Sto cercando di uscirne perché mi oppongo moralmente alla guerra».
J.E. McNeil, direttore esecutivo del Center on Conscience and War, ha detto che non c’è ancora alcuna statistica riguardante gli obiettori di coscienza in questa guerra. «Non c’è stato ancora abbastanza tempo per nessuno perché potesse ottenere il suo status di obiettore» ha detto.
McNeil ha anche ricordato che durante la Guerra del Golfo ci sono stati 111 obiettori di coscienza che sono stati esonerati, mentre 2.500 altri andarono in carcere perché non poterono essere esonerati a causa di a causa di uno “stop-loss order”, un ordine usato dai militari qualora comprendano che rischiano di perdere troppo personale.
Lo “stop-loss order” permette ai militari di fermare il ritiro dal servizio di individui che abbiano terminato il loro periodo di servizio o che siano divenuti obiettori di coscienza. I Marines sono ricorsi a questo ordine a gennaio, ma gli esoneri legati alla politica del “don’t ask don’t tell”, riferita alla indesiderata presenza dei gay nell’esercito, sono stati esclusi.

di Gay.com

Leggi   Pastore americano contro i diritti LGBT è stato arrestato per molestie sui bambini
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...