“Il Gay Pride? Come le parate del Ku Klux Klan”

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Il cardinale di Chicago, intervistato da Fox News, ha paragonato le sfilate dell'orgoglio gay alle manifestazioni della violenta organizzazine razzista del '900. Le associazioni: "Si dimetta".

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«Alcune manifestazioni del movimento gay, con la loro intolleranza nei confronti della Chiesa cattolica, rischiano di assomigliare a quelle del Ku Klux Klan caratterizzate dallo stesso odio nei confronti del cattolicesimo». Sono le parole con le quali il cardinale di Chicago, monsignor Francis George, ha definito il Pride ai microfoni dell’emittente statunitense Fox News. La polemica nasce all’indomani dell’ufficializzazione del percorso della prossima parata dell’orgoglio gay in programma a Chicago per il 24 giugno. Il tragitto della manifestazione prevede il passaggio davanti ad una delle chiese più vecchie della città ad un’ora, le 10 del mattino, in cui si celebra la messa e in cui, quindi, i fedeli vi si recano per partecipare alla funzione. La notizia aveva fatto infuriare il prete della chiesa di Nostra Signora del Monte Carmelo.

«Io sto con il sacerdote, non ha senso che venga annullata la messa per il passaggio del Gay Pride» ha commentato il cardinale su Fox News prima di paragonare il Pride alle parate del famigerato KKK, l’organizzazione segreta che per decenni all’inizio del ‘900 si è lasciata dietro una scia di sangue e odio nei confronti prima di tutto delle persone di colore, ma anche di tutti gli immigrati in generale e in alcuni casi anche degli omosessuali.

Quando il giornalista ha chiesto a George se non ritenesse un po’ forte il paragone tra movimento lgbt e KKK, il cardinale ha risposto: «Lo è, ma la retorica del KKK e di alcuni esponenti gay riguardo il cattolicesimo è particolarmente simile. Chi è il nemico? Chi è il nemico? La Chiesa cattolica».

L’esternazione del porportato ha fatto andare su tutte le furie la comunità lgbt che ne chiede, adesso, le dimissioni non ritenendo che le scuse possano bastare davanti a dichiarazioni così gravi. «Un accostamento doloroso e degradante – si legge nel testo di una delle tante petizioni lanciate -: le scuse non saranno sufficienti. L’unica via per padre George, se ha ancora un brandello di dignità, è quella delle dimissioni». Gli organizzatori del Pride, comunque, hanno accolto la richista di posticipare l’orario di partenza della parata che inizierà alle 12 per permettere ai fedeli di recarsi alla messa e di lasciare la chiesa prima del passaggio del corteo.

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