IL GOVERNO GIUSTIFICA L’ISTAT

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Il sottosegretario Ventucci risponde all'interrogazione parlamentare di Franco Grillini in merito alla mancata rilevazione dei conviventi omosessuali nel Censimento 2001. E abbozza…

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ROMA – Il Governo si allinea con l’Istat, ribadendo sostanzialmente le stesse giustificazioni addotte dall’Istituto in merito alla mancata rilevazione delle coppie omosessuali conviventi, nel Censimento 2001. Nonostante la direttrice del dipartimento di statistiche sociali avesse infatti garantito, nell’ottobre 2001, che, pur non avendo tra i suoi scopi principali quello del rilevamento della realtà delle famiglie gay e lesbiche in Italia, il Censimento avrebbe fotografato questa realtà, l’Istat, come ha ammesso lo stesso direttore del Censimento Aldo Orasi, ha poi “corretto” i dati relativi alle coppie omosessuali che avevano compilato un solo foglio di famiglia, assimilandole ad altre più generiche forme di convivenza. La questione, denunciata da Gay.it, aveva spinto il parlamentare DS e presidente onorario Arcigay Franco Grillini a presentare, insieme con altri dodici deputati, una interrogazione parlamentare al Presidente del Consiglio (clicca qui per leggere il testo completo), alla quale stamani ha risposto il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Cosimo Ventucci.
Ventucci, dopo aver ribadito che tra gli obiettivi del censimento generale della popolazione del 21 ottobre 2001, «non rientra il rilevare le coppie dello stesso sesso o l’indagare su tale fenomeno», ha passato a spiegare la condotta seguita dall’Istat in materia. Tuttavia, il sottosegretario ha lasciato senza spiegazioni la frase in cui ammette che «i casi in cui due persone dello stesso sesso, non legate tra loro da vincoli di parentela o di affinità, ma solo da un rapporto di convivenza, si siano dichiarate come facenti parte di una stessa famiglia sono state considerate nella tipologia “intestatario del foglio di famiglia” ed in quella “altra persona convivente senza legami di parentela”», e non – appunto – in quella di “convivente dell’intestatario”, che è la dicitura che le coppie che desiderassero dichiarare nel Censimento la loro realtà di gay e lesbiche conviventi erano state sollecitate a scegliere da Gay.it. Né spiega, Ventucci, perché queste risposte sono state deliberatamente considerate “incongrue” dall’Istat e corrette con l’altra dicitura di “altra persona convivente senza legami di parentela”.
«Ad ulteriore chiarimento del comportamento tenuto dall’ISTAT in occasione della rilevazione censuaria – ha aggiunto Ventucci nella seduta, di cui è possibile leggere la trascrizione completa cliccando qui – si ricorda che i dati personali idonei a rilevare la vita sessuale di un individuo sono considerati… dati sensibili e pertanto… il trattamento dei dati sensibili da parte dei soggetti pubblici è consentito solo se conformi a disposizioni fissate dal legislatore».
«Su questo – ha prontamente ribattuto nella sua replica Franco Grillini – vi era stata un’assicurazione da parte dell’ISTAT che sarebbero state rilevate non le coppie omosessuali, ma le persone conviventi dello stesso sesso, indipendentemente dal fatto che tra costoro vi fosse affettività o sessualità. Si voleva sapere quanti conviventi, quanti nuclei familiari composti da persone dello stesso sesso coabitanti esistevano in Italia. E ciò era previsto dal censimento, come sottolineato dal direttore del dipartimento di statistiche sociali in una dichiarazione rilasciata al portale Gay.it…, invitando tra l’altro tutti coloro dello stesso sesso che coabitano a dichiararlo, senza precisare le proprie preferenze sessuali».
Da parte sua, il sottosegretario Ventucci ha ammesso, in conclusione che «alcuni paesi occidentali – non certamente la maggioranza – rilevano, ma in modo molto diverso fra loro, le “coppie dello stesso sesso” nelle statistiche ufficiali. Questi comportamenti sono ovviamente condizionati dalle legislazioni vigenti nei singoli paesi, in alcuni dei quali è prevista l’iscrizione nei registri anagrafici della coppia omosessuale». Iscrizione che anche lo stesso Grillini ha auspicato: «Esistono in Parlamento – ha ricordato il presidente onorario Arcigay – delle proposte di legge (tra cui quella di cui mi onoro di essere primo firmatario, sottoscritta da 161 parlamentari), volte a riconoscere finalmente, in campo giuridico, i diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Si trattava di censire e constatare quante persone dello stesso sesso in Italia vivono insieme e costituiscono un nucleo familiare fondamentale».
In conclusione, per Grillini, «il problema è il seguente: a mio avviso, l’ISTAT ha manipolato, sotto pressione politica, questi dati per renderli inutilizzabili. È un fatto di estrema gravità».

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