Il gruppo gay che vuole chiudere chat e locali “promiscui”

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Hanno scritto a Monti e a Napolitano chiedendo una legge che imponga la chiusura di saune, crusing, dark room, chat e siti porno per ridare "lustro, credibilità e...

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Se leggendo bene tutto il testo della "Proposta di legge per la chiusura dei locali gay promiscui italiani" scritta dall’Associazione Attivisti gay Harvey Milk" non venissse da pensare ad un’uscita autoironica, ci sarebbe quasi da preoccuparsi. Perché i toni rievocano quelli delle peggiori repressioni subite dalla comunità gay sotto i regimi totalitari nell’arco della storia, oltre ad attingere ad un pozzo, a quanto pare inesauribile anche per alcuni appartenenti alla comunità, dei peggiori luoghi comuni sui gay.

Ma andiamo con ordine.

Il gruppo in questione, specificatamente i presidenti (addirittura due) Ivan Spinelli e Marco Bottaro, il vicepresidente Mauro Merlino "e tutto lo staff della Associazione Attivisti Gay Harvey Milk", ha scritto al Presidente Napolitano e al Premier Monti, in rappresentanza di tutto il governo, perché promulghino un "disegno di legge Atto Alla Chiusura dei Locali omosessuali Promiscui (saune, batuage, dark room)". Ma non è tutto.

Gli attivisti chiedono anche (riportiamo testualmente) "la collaborazione e la Vigilanza delle Forze del Ordine Statali sia Interne che Esterne nei locali Omosessuali Adibiti a Discoteche e Pub in quando motivo di scandalo per la nostra Comunità, Portandovi alla luce dell’ Consumo eccessivo di Stupefacenti e Alcolici e Super Alcolici che vengono serviti ai Minori e questa Situazione vi Assicuriamo che e’ Fuori Controllo".

E ancora: "Segnalandovi che all’esterno di suddetti locali avvengono episodi di Estrema Violenza e Brutalità Con Pestaggi Gratuiti Motivati dal proprio Orientamento Sessuale , e ci auguriamo che suddette Forze del Ordine Agiscono senza Remore e con Pugno di Ferro con la massima Severità e Tutela". Tralasciando per un attimo la forma, quello che lascia seriamente perplessi non è tanto la richiesta di tutela contro la violenza omofoba fuori dai luoghi di ritrovo, quanto la confusione dei piani e delle situazioni che farebbero sembrare una soluzione alla violenza omofoba, la chiusura dei luoghi di ritrovo lgbt.

Ma sotto la scure degli attivisti cade anche internet: "Chiediamo a Voi Alte Cariche Dello Stato inoltre di provvedere al contenimento e la restrizione e l’eliminazione di siti web Pornografici e chat per la grandissima minaccia concreta e tangibile della Pedofilia". Se non fosse preso dal sito di un’associazione gay, sembrerebbe il proclama di un gruppo religioso ultraortodosso omofobo, di quelli contro cui la comunità lgbt, di solito, si schiera.

Tutti questi provvedimenti, che quelli della Harvey Milk si dicono sicuri che Monti e Napolitano approveranno, servirebbero a ridare "prestigio, lustro e credibilità" alla comunità omosessuale italiana.

E per essere sicuri di essere presi in considerazione, a fine lettera gli attivisti sfoderano l’asso nella manica: alcune presunte autorità europee e la credibilità internazionale.

"Se invece le nostre richieste di democrazia , libertà e tutela non saranno riconosciute e garantite dal nostro Governo e dalle vostre persone – scrivono – faremo un esposto all’Alta Corte Del parlamento Europeo e all’ Onu chiedendo il loro appoggio , aiuto e sostegno per mettere in mora questo paese visto che il nostro governo rimane cieco e sordo difronte alla legittima richiesta di diritti civili e umani . e questo non gioverà al’ immagine della repubblica italiana sul’ Europa facendovi perdere cosi credibilità. rispetto e fiducia !!!! ". Monti e Napolitano sono avvertiti, dunque. Per il resto, non rimane che sperare che l’epoca dei torridi anticicloni sahariani sia concluda prima possibile. Quanto ad Harvey Milk, infine, sicuri che appoggerebbe questo genere di iniziative?

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