Il Luca di Povia esce allo scoperto e si racconta

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Aveva negato di essere lui il protagonista del brano che tanto fece scalpore, invece oggi ha scritto un libro dove si confessa e rivela la sua vita da...

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«Finalmente ho ritrovato il bandolo della matassa della mia vita. E se sei contento di una cosa la dici a tutti». Così Luca Di Tolve, 39 anni, spiega al settimanale Oggi, in edicola da domani perché ha scritto un libro sulla sua vicenda, resa celebre dalla canzone di Povia al Festival di Sanremo del 2009, Luca era gay. Ad Oggi Di Tolve racconta la fine del rapporto tra i suoi genitori, la sua infanzia in una sorta di gineceo – la parte di casa che nell’antica Grecia era riservata alle donne – l’attrazione per i compagni "machi" e sportivi, le considerazioni degli psicologi secondo i quali la sua omosessualità era solo da assecondare.

«Sono entrato nel giro gay e mi sono buttato a capofitto nella movida colorata, spesso sfrenata, dei locali notturni», racconta a Oggi. E nell’intervista Di Tolve rivela anche i motivi della svolta: «L’Aids è stato un momento di svolta. Faccia a faccia con la morte, ho fatto dei bilanci e mi sono accorto che affogare la vita nel sesso, nelle feste, nei rapporti occasionali non era la via per la mia realizzazione».

«Per anni ho cercato il Principe Azzurro, ma passando di letto in letto, ho preso atto che né io né gli altri attorno a me eravamo in grado di costruire relazioni autentiche e stabili… Ho cercato altrove, e ho trovato aiuto nella psicologia, grazie alla teoria riparativa di Joseph Nicolosi». «E poi in Dio, grazie all’approfondimento della conoscenza della Madonna dopo che a Medjugorje ho vissuto un’esperienza che non esito a definire straordinaria».

Aggiunge Di Tolve: «Mi sono riappropriato della mia identità di genere fino a nutrire attrazione fisica solo per le donne; e quando ho visto Teresa è stato colpo di fulmine. Ci siamo sposati il 22 agosto 2008 dopo due anni di fidanzamento».

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