IL MOVIMENTO INTORNO A UN TAVOLO

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Si è svolto venerdì scorso l'incontro promosso dal Mario Mieli su "Unità nel movimento GLBTQ". Un dibattito costruttivo, non privo di spunti interessanti.

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ROMA – L’appello all’unità del movimento GLBTQ rivolto mesi fa da Rossana Praitano, presidente del Circolo Mario Mieli in vista del Roma Pride 2004, ha visto il confronto di diverse associazioni il giorno prima della manifestazione del Pride. Venerdì 2 luglio, infatti, nella sala Placido Martini del Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma si è tenuta – non senza un qualche disguido tecnico – una tavola rotonda sul tema “L’Unità del Movimento GLBTQ” alla quale hanno partecipato diversi esponenti delle realtà del movimento in Italia e a Roma nello specifico, tra i quali Sergio Lo Giudice e Aurelio Mancuso – rispettivamente presidente e segretario di Arcigay, Daniele Priori – vicepresidente di Gaylib, Alessandro Cardente – Ufficio Nuovi Diritti CGIL Roma e Lazio, Fabio Croce – editore, Saverio Aversa – referente nazionale PRC / Culture delle differenze, Mauro Cioffari – GayRoma.it.
L’incontro è stato coordinato da Vanni Piccolo, esponente storico del movimento, che ha saputo intermediare e ha fatto dialogare i vari rappresentanti.
Rossana Praitano ha introdotto la tavola rotonda e poi ha lasciato il tavolo di presidenza perché, ha sottolineato, “si tratta di un incontro in cui tutto il movimento è partecipe e non già di un incontro del Mario Mieli”. Fra le altre cose la Praitano ha richiamato la sua lettera che ha dato il via a tutto quel che ha portato fino a questa tavola rotonda e al Pride “unitario”. “Lo spirito della mia lettera – ha asserito la presidente del Mieli – è in prospettiva futura. Si tratta solo di un inizio. O ci uniamo per determinate cose oppure non veniamo ascoltati. C’è un’esigenza di unità: sulle principali problematiche del mondo glbt non c’è una sufficiente risposta da parte delle istituzioni e per questo è necessario trovare un minimo comun denominatore al nostro essere movimento nell’Italia di oggi”.
Dopo aver sottolineato che “lavoriamo per tutto il movimento e non per noi” Vanni Piccolo ha chiamato a parlare diversi esponenti presenti in sala.
Fra gli altri interventi – tutti che sottolineavano l’importanza dell’unità nella diversità – ne segnaliamo alcuni. Franco Grillini – che è stato accolto dai partecipanti con un applauso visto il suo costante impegno che ha portato alla calendarizzazione in parlamento della legge sulle unioni civili (notizia che è stata data proprio in imminenza del Pride di Roma che ha sfilato per rivendicare questo diritto delle coppie gay) – ha invitato tutti a riflettere su tre punti: sulla capacità del movimento di incidere, di essere presente, di ottenere dei risultati. Secondo Grillini la partecipazione ai diversi Pride che si organizzano ogni anno in Italia (uno a Roma, uno a Milano e uno in un centro “minore”) dev’essere valorizzata, dal momento che “più il Pride è numericamente forte più ha importanza”. “Dobbiamo tener presente – ha continuato l’onorevole – che noi lottiamo per la qualità della nostra vita e che ci siamo invitati a darci un valore. Dobbiamo costruire una comunità visibile, fatta di uomini e donne che lottano per i propri diritti. La politica omosessuale è di serie A e non secondaria”.
Interessante, poi, l’intervento dei rappresentanti del CODS (Coordinamento Omosessuale dei DS): il portavoce nazionale, Andrea Benedino ha affermato che “il Gay Pride fa parte, come manifestazione, della nostra storia e ogni polemica è una polemica dannosa per il movimento” e ha invitato a “fare un passo indietro rispetto alle polemiche di questi giorni” esortando coloro che interverranno a parlare al termine del Pride a non alimentare tali polemiche (e questo passaggio è stato sottolineato con un forte applauso dai presenti). Paola Concia, responsabile rapporti con il coordinamento delle donne DS, ha fatto presente che arrivare all’unità è un percorso.
Mauro Cioffari, di GayRoma.it, ha ribadito la sua posizione di non partecipare al Pride e di non condividere l’organizzazione dello stesso evento così com’è stata portata avanti. Nello stesso giorno della tavola rotonda il sito di Cioffari pubblicava il seguente manifesto “Non ci sono Unioni Civili senza Pace”. Riflessioni sul GayPride “unitario” di Roma. Manifesto politico di GayRoma.it, Open Mind, Donne in Nero, BastaGuerra, Ass. Cult. Art. 3 e Gay Lesbiche e Transessuali per la Pace (clicca qui per il testo completo).
Come ultimo intervento vogliamo segnalare quello di Francesca Merli, dell’Arcitrans che si è commossa mentre parlava. Ha detto: “Nella lotta se si vuole vincere non ci si deve accontentare. Andiamo avanti, anche se ci sono difficoltà, ma avendo sempre come meta ultima la conquista dei nostri diritti: andiamo al di là delle divisioni, perché lottiamo tutte e tutti per gli stessi valori”.
Concludiamo facendo nostre le parole di Vanni Piccolo che, dopo aver evidenziato che se è ormai evidente che c’è una libertà individuale è altrettanto evidente che non c’è una libertà collettiva, ha affermato “Il problema del Pride e della sua organizzazione esiste e ogni anno si ripropone. Come anche quello dell’unità del movimento. La domanda è: come risolverlo? Anzi, c’è prima un’altra domanda da porsi: nel Pride ci crediamo o meno?”.

di Roberto Russo

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