“IL PACS È LA NOSTRA BATTAGLIA”

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Intervista esclusiva a Massimo D'Alema sulle elezioni europee: "Siate certi, difenderemo i diritti dei gay". E sulle critiche alla sinistra: "non è vero che non ha fatto nulla".

ROMA – Presidente, perché questa sua candidatura?
Per tre motivi. Il primo è la Pace. Combattere il terrorismo muovendo guerra ad un grande paese arabo, pur guidato da un sanguinario dittatore, è stato un errore tragico. Il governo italiano, che prima si è accodato a una missione di ‘pace’ che tale non era, anche sulla questione delle torture ha fatto una brutta figura. Non si esporta la democrazia minandone i valori che ne costituiscono la base. Il secondo motivo riguarda il Mezzogiorno. Il sud sotto il governo di centrosinistra ha raggiunto tassi di crescita, in percentuale, superiori a quelli del Nord. Oggi, dopo tre anni di governo Berlusconi, il Mezzogiorno rischia di allontanarsi dal resto del paese. Io mi voglio impegnare a rappresentare le istanze e i problemi del meridione con forza e coerenza nel Parlamento europeo.
Il terzo motivo?
E’ il progetto politico che sta alla base della Lista ‘Uniti nell’Ulivo’. La sua forza di impatto contiene potenzialità enormi per il centrosinistra e per il Paese. La collaborazione dei diversi tronconi del riformismo italiano rappresenta un fatto nuovo che può dar vita a una forza di tipo europeo in grado di rappresentare un terzo dell’elettorato. Questo darebbe alla coalizione di centrosinistra una credibilità maggiore in qualità di forza di governo alternativa al centrodestra.
Pacs, direttive europee antidiscriminatorie, fecondazione assistita; un no completo agli omosessuali italiani. Che Paese è il nostro?
Purtroppo è un Paese governato da una destra che ha scelto l’isolamento in Europa per divenire ‘il più fedele alleato degli Usa’ tanto per citare una delle molte sortite infelici del premier. E’ una destra arrogante che ha fatto dello scontro una prassi politica su tutto e con tutti. L’impressione è che questo governo veda in Bruxelles un ostacolo al suo disegno politico. Questo ha delle ricadute immediate anche sul terreno dei diritti civili e delle pari opportunità.
Durante il suo premierato la comunità gay non ha avuto uno straccio di attenzione.
Lei dimenti che il mio governo fu l’unico a farsi promotore di un disegno di legge, approvato dal Consiglio dei Ministri, che estendeva il concetto di discriminazione oltre il rapporto uomo-donna. Oggi, vedo un gran lavoro del nostro gruppo parlamentare sui Pacs e Violante ha già detto che sarà una battaglia difficile ma che il partito si impegnerà non come fosse una richiesta che proviene da una comunità con cui abbiamo un rapporto privilegiato, bensì come una battaglia nostra. Anche per questo l’Europa rimane un punto di riferimento e le direttive di cui parlava prima, dimostrano come l’Italia debba tendere a un processo di avvicinamento agli standard europei in moltissimi campi.
Vi è nelle sue intenzioni la tutela e difesa della comunità Glbt europea?
Siatene certi, dando anche nuova pulsione ai diritti che mancano in Italia.
La sinistra raccoglie voti dalla maggioranza dei gay ma spesso non la difende dagli attacchi clericali. E’ impossibile essere laici?

La comunità cattolica è composta da una quantità vastissima di cittadini, dove convivono posizioni anche molto distanti le une dalle altre. La lista ‘Uniti per l’Ulivo’ rappresenta un momento di incontro per una parte di questo mondo con le forze laiche e socialiste e, all’interno di questo progetto, possono e debbono essere avviate discussioni che diano rappresentanza alle istanze che provengono dagli omosessuali e avvicinino l’Italia agli altri grandi paesi europei. Finché questi due mondi erano costretti ad una competizione interna al centrosinistra c’era poca possibilità di confrontarsi su temi come questi. Oggi abbiamo una strordinaria opportunità e se i cittadini ci daranno una prova di fiducia avremo la possibilità di far dialogare due mondi che su questi temi hanno spesso dimostrato di non capirsi.
Europa dei diritti. Cosa va e cosa occorre fare?
Occorre un governo politico forte in Europa che affermi i valori di cittadinanza e di tutela sociale che sono propri della tradizione europea. Oggi c’è bisogno di inclusione, e molti paesi europei se ne sono resi conto e si sono dotati di norme volte a dare cittadinanza alle nuove istanze che vengono dalla società. In Italia sono ancora troppi i cittadini che ancora restano fuori dalla rete di tutele sociali. Tuttavia occorrono politiche a livello europeo in grado di tracciare uno schema dentro al quale si possano muovere i singoli paesi membri.
Anche la Spagna va verso matrimonio e adozioni per le coppie gay.
Credo sia una decisione importante e penso che anche in Italia prima o poi si potrà arrivare a norme simili. Tuttavia bisogna tenere conto che esistono sensibilità differenti anche all’interno del centrosinistra e che non basta che i Ds siano d’accordo per far passare una legge. Per questo ritengo che la lista unitaria possa essere un importante luogo di discussione e di elaborazione per arrivare a proposte che si avvicinino agli standard normativi europei.
Nonostante tutto alcuni gay votano a destra. Dia a loro e a noi un motivo per credere in voi.
Mi conceda di fare un appello alla comunità gay. Votateci per metterci alla prova in questo nuovo contesto politico; verifichiamo insieme se questo progetto può rispondere alle istanze che finora non sono state sufficientemente rappresentate. Partecipate con noi alla costruzione di questo soggetto, le cui forme andranno stabilite dopo il 13 giugno e alla luce del risultato ottenuto. Credo che questa operazione rappresenti un’opportunità anche per il mondo omosessuale.
L’Europa del dopo 13 giugno sarà più forte e autonoma?
La vittoria di Zapatero in Spagna e il progressivo riavvicinamento della Gran Bretagna di Blair a Berlino e Parigi, rendono l’approvazione della Costituzione Europea più vicina. Questo rimane il passo più importante per l’Europa, per darsi istituzioni forti e quindi rendersi più autonoma e credibile sullo scenario internazionale.
Tra poco a Grosseto si svolgerà il Gay Pride nazionale. Una data da festeggiare?
Da festeggiare e ricordare. E’ un bel momento di festa e una grande occasione di riflessione per tutti sui diritti civili. Noi, come sempre, non faremo mancare il nostro appoggio e partecipazione.

di Mario Cirrito

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