Il parlamento australiano dice no ai matrimoni gay

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Un "no" trasversale che ha visto il contributo di conservatori e laburisti. Deluso il ministro dei Trasporti: "Gli australiani le avrebbero volute, lo dimostrano i dati".

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L’Australia ha detto no. O meglio, lo ha detto il Parlamento australiano che con soli 42 voti a favore sui 150 ha respinto una legge a favore della legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Contrari entrambi  leader dei maggiori partiti, il primo ministro Julia Gillard per il Labour e Tony Abbot per i conservatori. Deluso il ministro dei Trasporti, il laburista Anthony Albanese che invece era favorevole al disegno. "Tutti i dati confermano che la comunità australiana approva in maggioranza la questione dei matrimoni gay" ha commentato Albanese.

Ha festeggiato quella che per lui è una vittoria, invece, Jim Wallace leader della lobby dei cristiani australiani che con un comunicato diffuso alla stampa ha ringraziato i parlamentari "per aver garantito che i matrimoni rimangano tra uomo e donna".

Il voto non è stato indolore per il Parlamento che ha visto animarsi un asrpo dibattito sul tema dei matrimoni gay. Durante i giorni precedenti alle votazioni, un parlamentare è finito al centro delle polemiche per avere paragonato il matrimonio tra persone dello stesso sesso al sesso con gli animali.

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