Il parroco che aveva attaccato il candidato gay chiede scusa

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"L'averi votato, era un buon programma" dice don Bodon dopo avere duramente attaccato Matteo Pegoraro, candidato a sindaco di Solesino, per la sua omosessualità. "Ma il giudizio sui...

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Ha chiesto scusa a modo suo, Don Ferdinando Bodon, il prete cappellano dell’ospedale di Monselice che aveva attaccato Matteo Pegoraro, ex candidato a sindaco di Solesino colpevole di non avere nascosto il proprio orientamento sessuale. Il parroco aveva accusato Pegoraro non solo di essere anormale e di rovinare il nome di Salesino, ma anche di commettere “uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio” . Ne era nato un botta e risposta con Pegoraro e oggi quello che vorrebbe essere l’ultimo atto della vicenda.
Don Bodon, infatti, ha tentato le scuse: “Devo seriamente scusarmi con Matteo – ha dichiarato il prete al Mattino di Padova -, e il motivo è presto detto: solo in queste ultime ore, dopo la bufera che abbiamo provocato con le nostre dichiarazioni, mi sono preso la briga di leggere il suo programma elettorale. È un programma bellissimo, intelligente e fatto con grande sensibilità. Non c’è alcun rimando alla sessualità di Matteo”.

Un mezzo passo indietro dato che non si fa cenno a scuse riguardo alle offese rivolte a Pegoraro per via del suo orientamento sessuale, ma solo perché a questo non si fa cenno nel programma elettorale. L’essere gay, quindi, va adeguatamente celato in pubblico.
Il parroco si sbilancia anche in un endorsement tardivo: “Lo avrei appoggiato pienamente e votato – dice -. Se l’avessi letto prima avrei evitato di scatenare polemiche. Mi scuso ancora con Matteo per i danni che posso aver provocato, anche se questo non sposta di un millimetro la mia posizione sulla sua omosessualità e sui gay in genere: se la società cambia, la legge di Dio è invece di ieri, di oggi e di domani”.

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