Il prefetto ordina di cancellare le trascrizioni, ma Marino si rifiuta

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E' guerra aperta tra il prefetto e il sindaco di Roma: "Non accettiamo l'ordine".

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Come aveva annunciato, il prefetto di Roma Pecoraro ha annullato le sedici trascrizioni di matrimoni egualitari fatte dal sindaco Ignazio Marino lo scorso 18 ottobre .
“Ho ricevuto oggi un documento dal prefetto di Roma in cui si ordina di cancellare le trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero – ha dichiarato Marino in un messaggio diffuso su Facebook e accompagnato da un video -. Una delle ragioni già indicate dal prefetto nei giorni scorsi riguarda motivi di ordine pubblico. Abbiamo già avviato tutte le verifiche per opporci alla cancellazione delle trascrizioni”. “Non accettiamo l’ordine del Prefetto di cancellare le trascrizioni – ha continuato Marino che ha 120 giorni di tempo per appellarsi al presidente della repubblica e 60 per ricorrere al Tar -. D’altra parte uno dei motivi che il Prefetto indica è legato ad una legge del nostro Paese dove si dice che non devono essere trascritti matrimoni celebrati all’estero se questa trascrizione è pericolosa per l’ordine pubblico. Io sinceramente non riesco a capire quale pericolo possa costituire per la città di Roma l’esistenza di una coppia che si ama e che ha dichiarato il proprio amore“.

“Il gesto di Pecoraro ci appare contrario al diritto e profondamente ingiusto – ha dichiarato in una nota Andrea Maccarrone, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli – “A questo punto ci aspettiamo che il Parlamento intervenga urgentemente a colmare l’ormai intollerabile vuoto legislativo sui diritti delle coppie gay e lesbiche che la tenacia dei sindaci che hanno effettuato le trascrizioni ha avuto il merito di mettere in evidenza”.
Una guerra su più fronti, quella che si sta portando avanti a Roma contro le trascrizioni. Proprio questa mattina, infatti, Giuristi per la Vita e Pro Vita avevano fatto sapere di avere denunciato Marino e i funzionari del Campidoglio per “inosservanza di provvedimenti dell’Autorità” secondo uno specifico articolo del codice penale.

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