Il prete di Dalla: “Polemiche sono la vendetta gay”

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Il parroco che ha officiato i funerali di Dalla esprime ammirazione per il cantante che "non ha mai voluto conclamare la sua omosessualità". Buttiglione e Giovanardi dicono: bene...

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Lucio Dalla era "una persona di grande fede" e non ha "mai voluto conclamare la propria omossessualità". Lo sostiene padre Bernardo Boschi, confessore del cantante secondo cui le polemiche per la presenza sull’altare della basilica di San Petronio di Marco Alemanno sono una "vendetta dei gay che volevano fare di Dalla una bandiera". Il padre domenicano che ieri ha pronunciato l’omelia ai funerali del cantante ha avuto "una sensazione molto sgradevole, di mancanza di civiltà" nel leggere le polemiche sui giornali. Quelli che criticano sarebbero "sciacalli, iene. Sputano sentenze su cose più grandi di loro".

Sulla stessa linea un altro cattolico ma stavolta anche politico, Rocco Buttiglione per cui Dalla è da apprezzare proprio perché "ha vissuto con discrezione la sua omosessualità" Per il deputato Udc "nello stesso modo ha vissuto la sua fede cristiana, come parte della sua umanità, senza utilizzarle contro qualcuno e come arma di lotta. Ora dopo la sua scomparsa sarebbe il caso di rispettare la strada che lui aveva scelto senza strumentalizzazioni".

Ad aggiungersi al coro l’immancabile Carlo Giovanardi: "Ieri abbiamo visto cose straordinarie, un personaggio che non ha mai ostentato i suoi affetti, i suoi orientamenti". "Ci sono stati funerali commoventi – ha aggiunto – tutti gli altri commenti sono sembrati fuori posto. Quando si mischia la politica con le associazioni gay, nasce la manipolazione. Voglio rispettare una persona come Lucio Dalla che non ha mai parlato, in vita, di cose di cui, ora che è morto, non si fa che parlare. Si vuole costruire una speculazione politica sui sentimenti di una persona che, oltretutto, era molto religiosa. Chi dice che la Chiesa non fa i funerali agli omosessuali? Lucio Dalla era fortemente religioso, un modello di sobrietà e di intelligenza, non ha voluto rendere pubbliche alcune cose quando era in vita, perché‚ lo si deve strumentalizzare dopo la morte? Questo vuol dire utilizzare Dalla contro Dalla".

In giornata era stata l’Arcigay bolognese, che quest’anno organizzerà il Gay Pride nazionale, a chiedere: "Se accogliere Lucio Dalla in chiesa per i suoi funerali è stato un segno di apertura, la Chiesa lo espliciti chiaramente". Mentre Franco Grillini, Idv, ha rincarato: "la Cei ha vietato di trasmettere in Chiesa le sue canzoni perche’ nelle sue canzoni veniva fuori l’idea dell’amore da vivere come si vuole. Non c’e’ nessuna differenza tra un omosessuale che piange un compagno morto e un eterosessuale".

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