Il Pride di Belgrado si farà, al chiuso

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Ospite della giornata dell'orgoglio gay serba sarà il ministro per gli Affari Europei svedese. Dopo il divieto di manifestare per motivi di sicurezza e ordine pubblico, il Pride...

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Il Pride di Belgrado, alla fine, si farà, ma al chiuso. E’ questa l’unica alternativa possibile al divieto deciso per motivi di sicurezza direttamente dal ministero degli interni serbo preoccupato per le minacce di contro manifestazioni dei gruppi ultranazionalisti che già gli scorsi anni avevano provocato violenti scontri con la polizia.

Ad annunciare la decisione sono stati oggi gli stessi organizzatori che hanno dato vita ad un Forum Internazionale sui Diritti delle persone lgbt n Serbia in una ricorrenza importante per il paese, ovvero il 12esimo anniversaro della caduta di Milosevic, considerata dai serbi la data d’inizio della democrazia.

Il Forum ha avuto un ospite di riguardo, data la situazione. Il ministro degli affari europei svedese Brigitta Ohlson, infatti, intervenuta al forum ha condannato la scelta del collega degli Interni serbo di proibire il Pride.

‘E’ molto triste vedere che domani non ci sarà il Gay Pride, poiché si tratta di un test in materia di rispetto dei diritti umani”, ha dichiarato la Ohlson annunciando per domani la sua partecipazione al singolare Pride al chiuso. Secondo il capo della missione Ue a Belgrado Vincent Degert, presente anche lui al forum, lo svolgimento del Gay Pride non è una condizione per l’ingresso della Serbia nell’Unione, ma "la violenza e le minacce non possono essere il pretesto per il suo divieto". Questo è infatti il secondo anno di seguito che le minacce dei gruppi ultranazionalisti riescono a fermare lo svolgimento del Pride terrorizzando le autorità e l’opinione pubblica. Il Pride di due anni fa, che si tenne per le strade di Belgrado, si concluse con violentissimi scontri tra la polizia e gli attivisti omofobi nei quali rimasero feriti anche alcuni partecipanti alla parata dell’orgoglio gay.

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