IL PRIDE NON SI TOCCA!

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Gli organizzatori della manifestazione di Padova convincono i capigruppo del Consiglio Provinciale a non spostare la data. Non basta: forse si discuterà una mozione che solleciti leggi "pro-gay".

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PADOVA – Dovevano proporre di spostare la data del Pride nazionale previsto a Padova per l’8 giugno, e invece hanno finito per parlare della possibilità di invitare il Parlamento a legiferare in materia di lotta alla discriminazione in base all’orientamento sessuale e tutela delle coppie di fatto. E’ accaduto durante l’incontro che si è svolto ieri lunedì 22 aprile, tra i rappresentanti del Coordinamento Circoli del Nord Est, organizzatore del Pride nazionale di Padova, e i capigruppo della maggioranza del Consiglio Provinciale.

I capigruppo di maggioranza di Forza Italia, CCD, Lega e Democrazia Europea del Consiglio Provinciale avevano proposto alcune settimane fa una mozione (autore e primo firmatario il capogruppo FI Massimo Giorgetti) in cui si chiedeva di spostare la data del Pride, fissato per l’8 giugno. "Non possiamo accettare – si leggeva nella versione originale della mozione – che tale manifestazione scada in atteggiamenti di bizzarra e provocatoria volgarità che, oltre a offendere il buon gusto, provocherebbe un intollerabile vulnus alla tradizione cristiana che, proprio a Padova, ha profonde radici storiche, culturale e sociale, che si manifestano anche nella ricorrenza del SANTO del 13 giugno".

La mozione era stata discussa in una seduta di lunedì 15 aprile, alla quale era intervenuto anche un folto gruppo di rappresentanti della locale comunità gay, con triangoli rosa cuciti sugli abiti. Imbarazzata, la maggioranza aveva elaborato una versione "light" della mozione, epurata di tutte le valutazioni di merito della manifestazione, e nella quale si chiedeva un incontro con gli organizzatori per spiegare l’opportunità di pensare a un’altra data per motivi logistici.

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