IL PRIDE VISTO DALLA MAMMA

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Un commento di Paola Dall'Orto dell'Agedo

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A mici di chi è omosessuale

G enitori per le pari opportunità dei figli

E ntusiasti di difendere una giusta causa

D ovunque e comunque

O gni volta che ce n’è bisogno

Al Pride di Milano, indossando magliette bianche con questo slogan, c’eravamo anche noi genitori, con il nostro striscione, coloratissimo, anche se forse po’ poco visibile.

La fatica è stata molta sia per l’organizzazione sia perché fino all’ultimo momento noi genitori siamo rimasti un po’ scoraggiati per il timore di uno scarso afflusso.

Molti di noi non amano sfilare, temono di poter essere etichettati e mal giudicati, altri pensano che una manifestazione di questo tipo non aggiunga nulla al lavoro che già stiamo svolgendo nella società tutta, nelle scuole, nel campo dei media.

Io stessa, molti anni fa, ebbi qualche problema di perbenismo (ho studiato dalle suore Orsoline) all’idea di portare una bandiera in piazza, di gridare slogan, di ribadire a voce alta le mie richieste.

Ma poi venne l’era del femminismo, con le sue rivendicazioni, spesso un po’ sguaiate, ma necessarissime per la visibilità di noi donne e delle discriminazioni contro di noi, per far sapere alla gente che esisteva un pensiero diverso, ma non per questo condannabile: anzi, quando proprio nessuno ti vuole dare retta, è proprio il momento in cui devi strillare di più, proprio come fanno i bambini. Qualcuno finalmente ti ascolterà, non fosse altro perché gli dai fastidio. Poi piano piano questi strilli diventano parole pronunciate a voce alta, poi diventano una discussione a tavolino ed infine un agire di conseguenza.

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