IL “PRIMO CITTADINO” GAY

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Come Delanoë a Parigi o Wovereit a Berlino. A Gela, Rosario Crocetta è il primo sindaco dichiaratamente omosessuale d'Italia. Per Lo Giudice "si rompe un tabù". Mapelli: "tanti...

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GELA (Caltanissetta) – Si chiama Rosario Crocetta, ed è il primo sindaco dichiaratamente gay d’Italia. Presentatosi nelle liste del centro sinistra (Partito dei Comunisti Italiani) alle elezioni svoltesi nove mesi fa, vinte poi da Giovanni Scaglione, di Forza Italia, era risultato sconfitto con uno svantaggio di 107 voti. Ma il Tribunale amministrativo regionale di Palermo ha accolto ieri il ricorso presentato dal centrosinistra che aveva eccepito irregolarita’ nello spoglio, dichiarando così Crocetta legittimo primo cittadino del popoloso centro siciliano.
Crocetta non ha mai fatto mistero del proprio orientamento sessuale, pur non parlandone mai pubblicamente. E la cosa era stata utilizzata dagli avversari durante la campagna elettorale per tentare di affondarlo con continue frecciatine e illazioni. Eppure, stando alla sentenza del Tar, la maggioranza dei gelesi non ha dato ascolto ai pregiudizi e ha dimostrato la propria stima verso di lui. La città di Gela, come è successo a Parigi con Bertand Delanoë e a Berlino con Klaus Wovereit, si troverà così ad essere guidata da un omosessuale dichiarato. Ed è il primo caso nel nostro paese.
«Oggi anche in Italia si rompe un tabù – ha dichiarato soddisfatto il presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice, messinese d’origine – Proprio dalla profonda Sicilia, la terra del gallismo di Brancati, arriva all’Italia intera un segno di civiltà e di modernità. Nonostante il suo orientamento sessuale sia stato utilizzato contro di lui in campagna elettorale, Crocetta si è guadagnato la fiducia dei suoi concittadini superando ogni pregiudizio. Un grazie sentito alle donne e agli uomini di Gela che hanno dato una lezione di civiltà al Paese e un sentito in bocca al lupo a Saro Crocetta, simbolo della Sicilia che cambia».
Al neo-sindaco di Gela anche Giovanni Felice Mapelli, del Centro Studi teologici di Milano, esprime «vivo apprezzamento per il coraggio dimostrato nel dichiarare la sua identità, in un ambiente non certamente favorevole fino a ieri verso gli omosessuali».
«Oggi Gela ha superato anche molte città del nostro Nord – continua Mapelli – dove nessun Sindaco ha il coraggio di dichiararsi per quello che è, città forse più ricche e fortunate, ma retrocesse in un provincialismo moralista, ipocrita e becero, e in un immobilismo culturale che umilia e disgusta».
Nel ricorso, il candidato del centrosinistra sosteneva che erano stati illegittimamente conteggiati a favore del suo avversario anche i voti espressi scrivendo sulla scheda il nome di Scaglione, e da considerarsi invece nulli. Una commissione nominata dal Tar aveva effettuato in 44 sezioni un nuovo spoglio, da cui erano emersi 307 voti in piu’ per Crocetta, che dunque secondo i giudici e’ il legittimo sindaco di Gela.
Soddisfazione e’ stata espressa da Antonello Cracolici, segretario dei DS siciliani: «Dopo otto mesi viene fatta giustizia e torniamo al governo di na delle principali citta’ siciliane. Gia’ nella tornata amministrativa del 2002, se a Gela fosse stato proclamato il risultato oggi accertato dal Tar, sarebbe apparso evidente che il centrodestra, dopo pochi mesi dal 61 a zero, aveva arrestato il suo trionfale successo in Sicilia», ha affermato.

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