Da 36 che erano si sono ridotti a 21: si assottigliano i “malpancisti”

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Dei 21 nessuno ha dichiarato che rispetterà il voto sulla stepchild. Noi attendiamo...

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Lo sapevamo che avremo creato un vespaio, lanciando una lista di senatori più che dubbiosi sulla stepchild, al punto da mettere in dubbio il voto finale sul ddl Cirinnà sulle unioni civili se il famigerato articolo 5 passasse nella sua formulazione originale, con i voti dei 5 stelli (cui anche oggi Arcigay fa un appello). A chi oggi parla di “liste di proscrizione”, perché avremo pubblicato i nomi dei circa trenta senatori dubbiosi sulla stepchild, rispondiamo che non parliamo di persone qualunque, ma di senatori della Repubblica, scelti coi voti dei loro elettori cui devono rendere conto, in un partito che ha il riconoscimento delle coppie dello stesso sesso nel programma e nello statuto: semplicemente, abbiamo fatto un’operazione verità, smascherando una “fronda” che stava nelle catacombe e sollecitando i senatori a fare distinguo che non avrebbero fatto. Perchè il punto è uno solo: chi tra coloro che, legittimamente dal loro punto di vista, voteranno contro la stepchild, sono disposti ad arrivare fino al limite estremo di votare il ddl Cirinnà se questa dovesse passare? Perchè è un dato di fatto incontrovertibile che ieri sera, nella fantomatica riunione della “bicameralina” del PD tra Micaela Campana ed i malpancisti, almeno tre senatori avrebbero paventato questa ipotesi.

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