Il ricatto di Fioroni al PD: “No a coppie gay o mi candido”

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Dopo la lettera di Bersani agli organizzatori del Gay Pride in cui apre alle unioni civili, l'esponente cattolico del Pd minaccia di candidarsi contro di lui alle primarie...

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Fioroni-Formigoni. Due cognomi simili e a quanto pare simili posizioni. Se il governatore della Lombardia aveva lanciato l’appello ai cattolici del Pd di uscire dal partito e unirsi al Pdl in caso Bersani avesse confermato il suo sostegno alle coppie gay, l’esponente democratico ha deciso di prendere in parola l’invito. All’ex ministro dell’Istruzione non è andato a genio la lettera del suo leader inviata agli organizzatori del gay Pride in cui si diceva sdegnato per il Far West in cui le coppie di fatto sono state abbandonate in Italia e per la mancanza di una legge contro l’omofobia. Parole che avevano fatto correre in avanti sia Ignazio Marino – che a Gay Pride in corso aveva annunciato la presentazione questa settimana di un progetto di legge simile alle Civil Partnership inglesi – sia Paola Concia, ben lieta dell’apertura tanto attesa.

Fioroni invece non ci sta, e oggi è arrivata la minaccia che assomiglia a un ricatto: "Io mi aspetto primarie di programma. Di contenuti. E mi auguro che i grandi temi possano essere raccolti da Bersani. Che sia lui a declinare lavoro, crescita, giovani e famiglia. Lui a gettare le basi per un atto di governo riformisti-moderati. Perché se non c’è lui, ci dovrà essere qualcun altro capace di metterli in agenda". Tradotto: Casini si allerà con il Pd soltanto se avrà un candidato premier in grado di rassicurarlo sui temi cari all’Udc, e alla Chiesa, si intende.

Scalfarotto e Concia – La posizione di Fioroni ha suscitato l’ilarità del

vicepresidente del Pd e gay dichiarato, Ivan Scalfarotto: "Finalmente sapremo quanti sono gli italiani di centrosinistra che avversano temi come le unioni gay e il testamento biologico. L’esperienza europea ci dice che questi sono temi che fanno parte dell’identità delle persone progressiste: contare i sostenitori di Fioroni ci farà finalmente uscire dall’equivoco". Paola Concia ha poi aggiunto: "Da un anno stiamo lavorando in Commissione diritti del Pd per una posizione comune non sul ‘se’ ma sul ‘come’ fare una legge sulle unioni gay, così come sul testamento biologico. E tu ti sei sempre sottratto al confronto. Adesso basta con questa volgare disputa tra ciò che è prioritario e ciò che non lo è".

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