Il ricordo di Alfredo Ormando, undici anni dopo la morte

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Si celebra domani l'undicesima Giornata Mondiale per il Dialogo tra Religioni e Omosessualità, in memoria del poeta che si diede fuoco in Piazza S. Pietro. Arcigay: "Ancora troppe...

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Ricorre domani l’undicesimo anniversario della tragica scomparsa di Alfredo Ormando, l’intellettuale siciliano che si diede fuoco in Piazza San Pietro per protestare contro le discriminazioni che la Chiesa perpetra nei confronti delle persone lgbt.

‘Un fiore per Alfredo Ormando’ è l’iniziativa organizzata da Arcigay per domani 13 gennaio alle ore 13.00 in piazza Pio XII (nei pressi di piazza San Pietro) per ricordarlo.

Fin dal primo anniversario, questa giornata è stata ribattezzata la "Giornata Mondiale per il Dialogo tra Religioni e Omosessualità" e vuole essere un importante momento di riflessione, per tutta la comunità gay, sul rapporto con tuttel le religioni.

"Con questa iniziativa – afferma Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma – vogliamo ricordare una figura importante e complessa come quella di Alfredo Ormando, ma è anche il nostro modo per omaggiare e per sostenere tutte quelle persone lesbiche e gay che sono perseguitate dal fanatismo religioso. In molti paesi di religione musulmana l’omosessualità viene punita con la tortura o anche con la morte. E non possiamo dimenticare la posizione del vaticano che si è schierato contro la depenalizzazione dell’omosessualità all’Onu. Noi vogliamo ribadire con forza la nostra contrarietà a ogni forma di persecuzione di questo tipo e dialogare con chi, anche in virtù del proprio credo, vuole combattere le discriminazioni".

"Ricordare Alfredo Ormando – dichiara Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay – significa onorare la sua memoria e di tutti quelli che nel nostro paese soffrono a causa delle posizioni omofobe della chiesa cattolica. Alfredo si diede fuoco undici anni fa sotto il colonnato del Bernini, denunciando come da omosessuale credente riteneva ormai insopportabile lo stigma delle gerarchie cattoliche nei confronti della sua condizione. Ancora oggi, centinaia di migliaia di gay credenti laici e preti sono emarginati, discriminati, ridotti al silenzio".

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