IL SESSO SPIEGATO AI GIOVANI

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Quanto si rischia nel rapporto orale? E nel rapporto passivo? I teenager dell'Arcigay Padova affrontano l'argomento senza inibizioni o tabù. Grande successo. Tanto che arrivano anche i genitori.

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PADOVA – Ci sono anche numerosi genitori, agli incontri che il gruppo giovani di Arcigay Padova organizza settimanalmente, e in cui si dibattono gli argomenti più disparati. Genitori (soprattutto mamme) aperti e sensibili che frequentano le attività di Arcigay per meglio capire ed accettare l’orientamento sessuale dei proprio figli. Anzi il più delle volte si tratta di genitori che cercano di fare fronte ed aiutare i propri figli a compiere il personale percorso di accettazione della propria omosessualità.
I ragazzi e le ragazze sono interessati a qualcosa di più che abbinare la cintura alle scarpe prima di uscire il sabato per la discoteca, e insieme a loro i genitori non vogliono più solo capire e capirsi, ma soprattutto confrontarsi apertamente ed interagire su qualsiasi questione. E per questo partecipano agli appuntamenti del Gruppo Giovani, tesi non solo a realizzare aggregazione a colpi di iniziative culturali, cinema e feste, ma anche a fornire informazioni su temi specifici e che non dovrebbero essere mai sottovalutati: come coming out, scuola e soprattutto prevenzione all’Hiv e alle malattie a trasmissione sessuale.

Proprio un argomento scottante come l’Aids e le malattie sessualmente trasmissibili, è stato il tema attorno al quale ha parlato recentemente, durante uno degli incontri pomeridiani del Gruppo giovani, il dott. Massimo Mirandola, direttore scientifico del Centro Regionale di Riferimento per la Promozione della Salute del Veneto.
Il dott. Mirandola è anche il responsabile del monitoraggio dell’andamento della diffusione di Hiv e malattie sessuali in Veneto e tra le altre cose coordina dal 1998 un gruppo di lavoro, composto da sociologi e ricercatori, impegnato in un progetto di prevenzione all’Aids rivolto in maniera particolare ai giovani, a cui aderisce anche Arcigay Padova.
Quello dell’Hiv e dell’Aids è purtroppo un tema di stringente attualità, calano le precauzione e l’attenzione, ma non diminuisce il contagio. A conclusione delle attività di Arcigay Padova in occasione della giornata mondiale per la lotta all’Aids, feste in discoteca, banchetti in piazza, spettacoli teatrali e volantinaggi di sensibilizzazione, il gruppo giovani ha voluto dedicare un appuntamento all’insegna del “tutto quello che avreste voluto sapere dell’Aids e non avete mai osato chiedere”. Pochi giri di parole, linguaggio fruibile a tutti e nessuna inibizione: è rischioso fare pompini con ingoio? Cosa vuol dire fare sesso occasionale? E in sauna, come lo si prende? È più rischioso da attivi o passivi? Ma se c’è un vaccino perché non si guarisce?
Miti ed equivoci, dubbi e pregiudizi che Mirandola ha sciolto con pazienza e precisione. Argomenti risaputi da ripassare, altri da puntualizzare, tra le tante cose dette un unico messaggio è stato ripetuto costantemente: l’unico modo per prevenire l’infezione è l’uso del preservativo. Al termine dell’incontro Mirandola sottolinea che “l’uso del termine ‘vaccino’, anche da parte di molti ricercatori, a volte è fuorviante e non deve confondere le idee, ma soprattutto non deve far abbassare la guardia o creare false speranze. Non esiste ancora un vaccino per l’Aids e quando si parla di sperimentazione in corso, anche avanzata, ci si riferisce a esperimenti in vitro, ancora lontani da quelli in vivo”.
E conclude: “Preservativo, partner fisso e scansare i comportamenti a rischio sono le forme più efficaci di prevenzione”.

di Nicola Brunoro

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