Il sindaco di Bologna firma: da settembre registrerà i matrimoni gay

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Lo aveva annunciato dopo il Pride. Il Cassero: "Bravo sindaco, ha mantenuto la promessa"

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Detto, fatto. È trascorso meno di un mese dall’annuncio e oggi Merola ha firmato l’atto che da il via libera al registro bolognese delle nozze omosessuali contratte all’estero.

A partire dal 15 settembre le coppie del capoluogo emiliano sposate all’estero potranno veder registrata la loro unione.

“Bravo sindaco, ha mantenuto la promessa. – festeggiano gli attivisti e le attiviste del circolo arcigay Il Cassero – seppure l’urgenza di una legge nazionale sul matrimonio tra persone dello stesso sesso resti in primo piano, questo riconoscimento apre nuove possibilità di relazione tra l’amministrazione e quelle coppie, a tutti gli effetti parte della comunità bolognese”.

In attesa di una legge per il matrimonio egualitario, sono sempre più le realtà locali che adeguano gli strumenti a loro disposizione per avvicinare il divario dei diritti: Grosseto, Fano, Napoli e ora Bologna.

Un iter veloce ma non senza ostacoli tanto che, dopo l’annuncio di Merola, monsignor Giovanni Silvagni, vicario generale della Curia di Bologna, aveva parlato di “demolizione del matrimonio”. Critiche che non hanno trovato accoglienza: “Me ne farò una ragione – fu la risposta del sindaco – La nostra posizione è chiara. Siamo per sostenere tutte le famiglie e le relazioni affettive. Procederemo su questa strada”.

“Appuntiamo in agenda la data del 15 settembre – chiosa l’associazione lgbt bolognese – sarà un giorno di festa, per alcune coppie in particolare, ma anche per tutta la città”.

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