IL SOGNO DELL’EUROPA GAY

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Altro che Unione Europea: su matrimoni omosex e coppie di fatto ogni Paese fa da solo. Mentre l'Italia dorme. Ecco una mappa completa.

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Paese che vai usanze che trovi. Se invece di uno slogan, per la conquista dei diritti delle coppie omosessuali servisse un proverbio sarebbe certamente questo. Insomma: leggi diverse per coppie diverse in paesi diversi. L’accesso delle coppie gay al riconoscimento dei diritti sociali e civili avviene quasi sempre in base a regole non conformi a livello Europeo. E ai tempi dell’Euro e dell’Eurodifesa, non è un gran belvedere.

Panorama. Cominciamo col segnalare che di passi avanti nell’ultimo anno se ne sono fatti molti. In Finlandia ultimamente ci si sposa. La stessa cosa da anni succede anche nei Paesi Bassi, in Danimarca, in Svezia, in Norvegia e da poco tempo anche in Germania e in Portogallo. Ma, ad esclusione dei paesi nordici, le regole di accesso al matrimonio e i benefici che si ottengono sposandosi nei diversi paesi sono diversi. In Belgio per ora si "coabita legalmente", in Francia ci si può pacsare (cioè unirsi di fatto) come anche in Svizzera. Una gradita sopresa arriva dalla Repubblica Ceca che bussa alle porte dell’Unione. Nessun passo avanti invece in Italia, che si classifica fra i paesi più retrogradi d’Europa ben accompagnata da Spagna, Gran Bretagna, Irlanda, Grecia e Austria. Gli eurodeputati non sanno più come fare per convicere gli stati membri a riconoscere il "concubinaggio omosessuale". L’ultima raccomandazione l’hanno approvata il 5 luglio scorso.

Ma non bruciamo le tappe: seguiteci in questo viaggio in Europa e vediamo tutto nel dettaglio.

Paesi in marcia (nuziale)

^SFINLANDIA^s. "Oggi mi sposo!". Dal 28 settembre scorso i gay finlandesi lo possono dire. Hanno la legge e possono finalmente legalizzare la loro unione e beneficiare così di una buona parte dei diritti delle coppie sposate. In passato era già stata riconosciuta loro la possibilità di firmare un "contratto di vita comune legale" attraverso il quale potevano ad esempio attribuirsi un’eredità. Ora potranno anche occuparsi della persona amata fino alla fine, avendo accesso alle camere d’ospedale, diritto prima riservato alle coppie etero, e potranno ovviamente beneficiare di vantaggi pratici quali le deduzioni fiscali e la dichiarazione comune dei redditi. La nuova legge non permette ai gay di adottare figli ma il capitolo, stralciato all’ultimo momento dal progetto di legge, sarà riproposto in tempi rapidi dai Verdi del parlamento di Helsinki.

^SGERMANIA^s. "Primo d’agosto storico!". La legge tedesca sulle unioni gay è entrata in vigore il 1° agosto 2001. Fiori e paillettes hanno invaso i municipi di Berlino, Amburgo, Hannover e di altre città tedesche. Il matrimonio gay qui si chiama "partenariato dichiarato" ma è una questione di terminologia. Riservato alle coppie dello stesso sesso, il contratto tedesco è meglio del Pacs alla francese. Si firma negli uffici comunali e non in tribunale e conferisce praticamente gli stessi diritti e doveri del matrimonio. I coniugi possono prendere il cognome del partner o combinare i due cognomi, acquisiscono diritti di eredità, di concessione di un contratto l’affitto o della carta di soggiorno e lavoro per un partner straniero, possono decidere di estendere l’assistenza sanitaria al partner non coperto e hanno il dovere di assistenza reciproca. Non hanno invece diritto ad adottare figli. Le polemiche dei lander conservatori come la Baviera o il Mecklemburgo-Pomerania, che hanno rifiutato di adottare le leggi di applicazione necessarie, saranno risolte entro breve.

^SPORTOGALLO^s. "Quando meno te l’aspetti". Dopo aver rifiutato di includere le coppie gay nella legislazione matrimoniale nel 1999, il Parlamento portoghese il 15 marzo scorso ha sorpreso tutti. Hanno accordato alle coppie omosessuali che vivono insieme da più di due anni gli stessi diritti legali e fiscali delle coppie sposate secondo il diritto comune. A convincere i deputati dell’urgenza di una tale legge è stato il numero impressionante di emendamenti che il Parlamento era costretto ad adottare ad esempio sugli argomenti fiscali per evitare di finire davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo per discriminazione. Nella legge non si parla di adozione. Il testo è stato votato da socialisti e partiti progressisti. I conservatori cattolici si sono opposti.

^SSVIZZERA^s. "Mi pacso ma poi mi sposo". Primi riconoscimenti di coppie gay anche in Svizzera. L’8 maggio 2001 anche il paese delle banche ha permesso la firma dei primi "partenariati registrati". Il nome non è molto sexy ma il contenuto del contratto equivale a quello del Pacs alla francese. Dopo aver presentato tutti i documenti alla Cancelleria cantonale, la cerimonia di registrazione dell’unione avviene in una sala del municipio. Il primo cantone a registrare le coppie gay è stato quello di Ginevra. Le associazioni omosessuali hanno chiesto che una vera e propria legge federale per il matrimonio gay sia adottata dalla Svizzera. Il ministero della giustizia dovrebbe presentare entro la fine dell’anno un nuovo progetto.

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