Il test fai-da-te entra in commercio. Costa meno di 50 euro

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Si chiama OraQuick e costa quasi 50 euro. Entro la fine del mese entrerà nei negozi americani e farsi il test dell'HIV genererà un po' meno ansia: i...

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Ecco il test HIV da eseguire a casa propria. Più volte annunciato, l’autorità americana ha finalmente autorizzato il commercio di OraQuick, questo il nome del dispositivo, e prima della fine del mese sarà finalmente disponibile nei negozi americani. L’Europa dovrebbe presto seguire la decisione.

L’uso di OraQuick è piuttosto semplice. All’interno della confezione c’è un bastoncino simile a quello per la verifica dello stato di gravidanza. Basterà passarlo una sola volta nello spazio tra il labbro inferiore e la gengiva (ma è possibile anche appoggiare all’estremità dello stick una goccia di sangue estratta dal dito) e riporlo nel dispositivo di analisi all’interno della confezione. Dopo circa 20 minuti apparirà una linea se si è negativi al test o due linee se si risulterà positivi. In questa ultima ipotesi si dovrà effettuare un ulteriore test Western Blot, del tipo di quello effettuato normalmente nelle strutture sanitarie, per avere la conferma finale. Il risultato ha un’attendibilità del 93%, secondo la Food and Drug Administration.

Il test va ad aggiungersi ai numerosi strumenti che hanno reso la vita delle persone che si avvicinano alla malattia più facile, promettendo di limitare le situazioni che tipicamente generano ansia: l’attesa del risultato; la frustrazione di non verificare il proprio stato di salute con la giusta scadenza (almeno una volta ogni tre mesi con i moderni sistemi di analisi del sangue); le code in ospedale la mattina presto e a digiuno. Chi vorrà potrà acquistare ogni volta che vorrà OraQuick per 60 dollari, meno di 50 euro, e avere immediatamente la risposta che cerca.

L’entrata in commercio del test non è però esente da polemiche. Oltre agli indubbi benefici ci sono anche aspetti negativi di cui tenere conto, ad iniziare dal suo eventuale abuso come, ad esempio, su un posto di lavoro prima dell’assunzione o da parte delle compagnie assicurative. Per non parlare della percezione del rischio che secondo gli operatori potrebbe calare con un accesso così semplificato alla procedura di verifica del proprio stato di salute.

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