IL VATICANO CHIUDE AI GAY

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L'ordinazione di omosessuali è "sconsigliabile, imprudente e molto rischiosa". Lo afferma una nota della Chiesa Cattolica. Gay.it lancia una campagna contro l'ipocrisia: forum e email per i preti...

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CITTA’ DEL VATICANO – Un omosessuale non è “idoneo a ricevere l’Ordine sacro” e l’ordinazione di persone omosessuali è “assolutamente sconsigliabile e imprudente”, nonchè “molto rischiosa”. Lo afferma un parere della Congregazione per il culto divino, trasmesso alla Congregazione per il clero dopo un quesito posto da un vescovo diocesano.
Dopo le anticipazioni e i pettegolezzi, si conferma in forma più ufficiale, dunque, che le porte del sacerdozio sono sbarrate per i gay. Eppure sarebbe quanto meno ipocrita negare che tra i sacerdoti che operano all’interno della Chiesa Cattolica, molti sono i gay, e molti di loro hanno relazioni affettive. Tante storie di uomini che vivono la propria sessualità in maniera conflittuale, oppure semplicemente accettano di coprire la loro natura di fronte alle gerarchie, pur praticandola con disinvoltura. A tutti i sacerdoti e alle persone che hanno relazioni con loro, chiediamo di denunciare la situazione raccontando la loro storia personale e i conflitti che sono costretti a subire, nel forum di Gay.it appositamente dedicato (clicca qui). E coloro che lo desiderano, potranno scrivere le loro email all’indirizzo redazione@gay.it. Per rompere insieme il muro dell’ipocrisia.
Intanto, la Chiesa getta la maschera: il parere assolutamente contrario all’ordinazione di persone omosessuali, protocollo 886/02/0, viene pubblicato sul numero di novembre-dicembre del bollettino della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti e porta la firma del cardinale Jorge Medina Estevez, prefetto della Congregazione fino alla nomina al suo posto, alcune settimane fa, del cardinale Francis Arinze.
La contrarietà all’ordinazione di uomini omosessuali viene espressa “tenendo presente l’esperienza che proviene da non poche cause istruite in vista di ottenere la dispensa dagli obblighi che derivano dalla sacra Ordinazione, e dopo doverosa consultazione con la Congregazione per la dottrina della fede”.
Partendo dalla sua esperienza, cioè, il dicastero vaticano per il Culto, considerate le difficoltà che incontrano i preti gay nella vita sacerdotale, ritiene inopportuno concedere l’ordinazione a uomini omosessuali. L’ammissione al sacerdozio di persone con tali tendenze è stata sempre sconsigliata per motivi di opportunità, ma da un pò di tempo a questa parte il Vaticano sembra orientarsi a una formalizzazione più precisa e forse a un divieto esplicito.
«Evidentemente la chiesa cattolica ha deciso di chiudere ‘”baracca’». Questa la tempestiva reazione di Franco Grillini. Il deputato Ds e presidente onorario Arcigay aggiunge: «Che gli omosessuali nell’organizzazione religiosa cattolica siano più che proporzionalmente rappresentati costituisce fatto di dominio pubblico. Siamo pertanto stupiti che in periodo di gravissima crisi di vocazione “l’azienda” vaticana decida di privarsi di una parte consistente della propria manodopera mettendo fortemente a rischio il pieno utilizzo degli impianti».
«Fuor d’ironia – continua Grillini – non possiamo non rilevare come ancora una volta la gerarchia romano-cattolica risponda ai fenomeni della modernita’ con le armi della crudele discriminazione, della brutale esclusione, dello stigma sociale e culturale sugli omosessuali che, in definitiva, costituiscono la piu’ grande minoranza del pianeta»
Anche Luana Zanella, deputata dei Verdi, commenta con durezza la posizione espressa dal Vaticano contro l’ordinazione dei gay: «Non sta né in cielo né in terra – afferma – E’ contraria ai principi evangelici ma anche al buon senso terreno. La Chiesa cattolica chiede rispetto della castità, dunque non ammettendo un omosessuale nella propria comunità, commette solo una volgare discriminazione sessuale. Il carattere monosessuale, al maschile, delle istituzioni cattoliche conferma così il proprio carattere escludente e molto arretrato».

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