IL VATICANO CONTRO L’EUROPA

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Dopo il pronunciamento di Strasburgo contro le discriminazioni a gay e lesbiche, Ratzinger chiama a raccolta i politici cattolici. Arcigay parla di "Sharia cattolica" e lancia la campagna...

BOLOGNA – Il Parlamento europeo non si ferma. La Relazione annuale sui diritti umani 2001 è stata approvata ieri a Strasburgo con una solida maggioranza e anche stavolta uno dei temi forti è la richiesta agli Stati membri di riconoscere alle coppie gay e lesbiche gli stesi diritti riconosciuti alle coppie unite in matrimonio. Si scatenano subito le reazioni: mentre il movimento gay esulta, i conservatori criticano o fingono di ignorare i dettami di Strasburgo.
Stupisce per la sua tempestività, il documento pubblicato oggi da Ratzinger, che invita i cattolici che svolgono attività politica, a difendere con forza i valori riconosciuti dalla Chiesa Cattolica. Ad esempio, sollecita tutti i politici cattolici a ergersi in difesa della famiglia tradizionale “contro il riconscimento giuridico delle unioni di fatto”.
Insorgono i gay italiani, e a farsi portavoce del loro malumore è il parlamentare diessino Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay che definisce “un errore l’interferenza della Chiesa cattolica nella vita politica italiana” e i pesanti “diktat” da parte del Papa sulle “questioni relative ai problemi di morale e di bioetica”. Ciò costituisce “un grave vulnus alla laicità dello Stato e alla libertà di esercizio dell’attività politica dei parlamentari di fede cattolica”.
Per il segretario nazionale Arcigay, Aurelio Mancuso, questo “è un brutto giorno per i cattolici democratici, per il rispetto delle regole di convivenza civile, per la lotta contro ogni fanatismo religioso”. Per Mancuso il messaggio del Vaticano ai politici cattolici è una sorta di ‘Sharia cattolica’, “una legge religiosa, superiore a quella dello stato, cui i politici dovrebbero attenersi”.
Anche se la Chiesa, secondo Mancuso, può in assoluta libertà esprimere “le proprie convinzioni etiche”, “ciò che non è accettabile è che cerchi di imporre allo Stato laico i propri dettami dottrinali”.
Insomma, “il Vaticano – conclude il segretario Arcigay – rispolvera la vecchia idea, per la quale la sua verità è l’unica degna di prevalere sulle altre opinioni, cancellando di colpo secoli di battaglie per l’affermazione delle libertà, della democrazia e del libero arbitrio”.
Secondo Gustavo Selva, responsabile della consulta etico-religiosa di An, “il documento vaticano è un alto contributo alla chiarezza e alla responsabilità nelle scelte”. Selva aggiunge che “a proposito della famiglia, la recente risoluzione del Parlamento europeo sul riconoscimento delle coppie di fatto, comprese quelle gay, è motivo di particolare inquietudine”.
Proprio su quella risoluzione, invece, il presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice esprime tutto il suo appoggio: “L’Italia continua a stare alla finestra sorda ad ogni sollecitazione, cieca di fronte ad una realtà in trasformazione, prona di fronte ai diktat del Vaticano. Continuiamo ad essere la pecora nera dell’Europa dei diritti”, afferma il presidente Arcigay.
“Oggi più di prima – conclude Lo Giudice – non staremo a guardare: siamo pronti ad una grande mobilitazione a supporto dell’approvazione, anche in Italia, di una legge sul PACS, il Patto civile di solidarietà, che riconosca finalmente all’amore omosessuale la piena dignità ed elimini l’odiosa discriminazione nei confronti delle coppie dello stesso sesso”.

Arcigay infatti sta per lanciare una grande campagna di sostegno della proposta di legge sul PaCS depositata in Parlamento. A coordinare la campagna è stato chiamato Alessandro Zan, organizzatore del Gay-Pride di Padova del 2002: “Non è più accettabile che l’Italia come grande paese europeo ignori e continui ad ignorare la strada dei diritti civili e sociali che l’Europa da tempo ha imboccato – afferma l’attivista padovano – Come coordinatore nazionale della campagna a sostegno del Patto Civile di solidarietà (PACS) prometto che si farà di tutto per sensibilizzare e mobilitare l’opinione pubblica affinché il Parlamento italiano si attivi per recepire ciò che di positivo e di giusto viene dal Parlamento europeo. L’Europa non è solo moneta unica ma è anche condivisione di diritti per tutti i cittadini.”
La campagna partirà con la presenza dell’Arcigay in tutte le piazze d’Italia il 14 febbraio, S. Valentino, “festa degli innamorati”, “per sottolineare, – aggiunge Zan – incontrando la gente, che l’amore è un sentimento che appartiene a tutti. Tutte le firme raccolte durante la campagna verranno consegnate ai presidenti di Camera e Senato con una manifestazione nazionale che coinvolgerà centinaia di migliaia di persone come accaduto in Francia a sostegno dell’approvazione del PACS.”

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