IL VATICANO SI PENTE… E PAGA

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In USA, cifra record da sborsare per gli scandali pedofili d'oltreoceano. In Europa intanto, c'è chi si interroga sulla legittimità del ruolo internazionale della Chiesa.

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CITTA’ DEL VATICANO – Per essere un’organizzazione religiosa che dovrebbe interessarsi soprattutto del lato spirituale della vita il Vaticano sembra invece estremamente interessato a far sentire il suo livello di influenza sul mondo politico e continua a fare pressioni affinché il suo peso nello svolgimento della vita dei cittadini italiani ed europei si mantenga assai elevato. Nei giorni scorsi il cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha fatto sapere quello che la CEI pensa dei politici, del programmato riassetto del panorama televisivo e di come nella Costituzione Europea si dovrebbe far riferimento alle “radici cristiane” del nostro continente. Ribadita poi la viva disapprovazione della Santa Sede al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto. Gran risalto sulla stampa italiana, che invece e’ stata curiosamente assai distratta nel riferire del risarcimento record che la Chiesa Cattolica dovrà pagare alle oltre 550 persone che hanno fatto causa per essere stati vittime di abusi sessuali da parte di preti. La sola arcidiocesi di Boston ha recentemente acconsentito al pagamento di 85 milioni di dollari per cercare di sistemare l’assai poco gradita vicenda giudiziaria, una somma senza precedenti nella storia di rimborsi a persone vittime di abusi sessuali.

L’accordo tra le parti arriva dopo lunghi mesi di estenuanti trattative. L’avvocato Roderick MacLeish Jr., che rappresenta più della metà delle vittime che hanno intentato causa contro l’arcidiocesi, ha rivelato che secondo quanto pattuito verranno pagate ad ogni persona coinvolta cifre che vanno dagli 80.000 ai 300.000 dollari, a seconda del tipo di molestia, durata dell’abuso e danni sofferti. I genitori delle giovani vittime che hanno intrapreso la via giudiziaria riceveranno anch’essi del denaro, 20.000 dollari. Circa un mese fa l’arcidiocesi aveva esso sul tavolo una cifra di circa 55 milioni di dollari ma alla fine, come si e’ visto, le casse della Chiesa Cattolica verranno alleggerite di ulteriori 30 milioni di dollari. “Non c’e’ assolutamente cifra che possa ricompensare queste persone per quello che e’ stato loro sottratto” ha detto l’avvocato MacLeish, “ma questo sarà almeno il riconoscimento da parte dell’arcidiocesi che terribili, orribili errori sono stati fatti dalla leadership ecclesiastica e questo e’ una forma di pentimento da parte della chiesa.” Come si ricorderà lo scandalo era scoppiato nel gennaio dello scorso anno, quando erano cominciati ad emergere sordidi dettagli dello scioccante quadro che ben presto avevano spinto altre centinaia di persone a rendere pubbliche le loro storie. Nel corso delle indagini sono venute alla luce storie drammatiche: che un prete faceva uscire dei ragazzini dalle ore di religione per violentarli nel confessionale, che un altro era il padre di due bambini avuti da una donna poi morta di overdose, che un altro prete infine seduceva giovani ragazzine che studiavano per diventare suore dicendo loro che lui era il secondo avvento di Cristo. A conseguenza delle indagini innescate dal caso Geoghan, ben presto estese a tutto il paese, perlomeno 325 preti negli USA sono stati rimossi dall’incarico o hanno presentato le loro dimissioni. L’accordo degli 85 milioni di dollari e’ certamente la più ampia cifra complessiva resa pubblica pagata per questo tipo di vicende ma non certo la prima: nel settembre dello scorso anno la stessa Arcidiocesi aveva già acconsentito al pagamento di altri 10 milioni di dollari per ricompense alle vittime del solo Geoghan, il quale e’ stato ucciso il mese scorso in prigione.

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Intanto a Vienna, durante una conferenza su razzismo, xenofobia e discriminazioni organizzata dall’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) che si e’ svolta ai primi di Settembre, la ILGA-Europe si e’ interrogata sul ruolo che il Vaticano ricopre in organizzazioni internazionali come la OSCE stessa, dove e’ uno dei 55 stati membri, o alle Nazioni Unite. Spiega Kurt Krickler, del gruppo dirigente di ILGA-Europe: “Non solo riteniamo che sia inappropriato perché il Vaticano non ha un governo o parlamento democraticamente eletto, ma consideriamo anche i recenti attacchi contro lesbiche e gay un incitamento all’odio e la chiamata ai legislatori e politici affinché si oppongano a leggi in favore delle coppie dello stesso sesso un attacco ai diritti umani che dequalifica la Santa Sede come parte seria di tali organizzazioni”. Continua poi Krickler: “Mi e’ sembrato così strano, ipocrita, quasi una provocazione, ascoltare il rappresentante vaticano parlare di lotta alla discriminazione mentre sappiamo bene che il Vaticano stesso e’ uno dei più violenti oppositori a pari diritti nei confronti di persone lesbiche, gay, bisessuali o transessuali. Dubitiamo fortemente che il Vaticano, con tali comportamenti, possa dare alcun credibile e convincente contributo nel dialogo internazionale su antidiscriminazione e diritti umani.” Nella stessa conferenza non governativa ILGA-Europe ha anche invitato l’Uzbekistan e il Turkmenistan a rivedere il proprio codice sui reati, essendo gli unici due stati membri dell’OSCE che ancora proibiscono a livello legislativo l’omosessualità. Ma l’attività dell’organizzazione a livello internazionale certamente non si ferma. A Glasgow, in Scozia, dal 15 al 19 ottobre si svolgerà la 25esima Conferenza di ILGA-Europe, con interventi a rappresentanze da tutto il “vecchio” continente. Il tema e titolo della conferenza sarà “La Politica in Pratica – far accadere l’uguaglianza GLBT”. Tutti i dettagli della Conferenza disponibili al sito internet di ILGA-Europe.

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