In 400 ieri sera al presidio. Venerdì il secondo micropride

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400 persone si sono ritrovate al presidio organizzato alla gay street dalle associazioni. Venerdì, da lì partirà il secondo micropride organizzato autonomamente. Senza bandiere né partiti.

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C’era anche Dario Franceschini ieri sera al prisidio organizzato in via San Giovanni in Laterano, la gay street romana teatro dell’ennesimo episodio di violenza. C’era Vladimir Luxuria, una delle poche ad aver preso la parola nell’unico quarto d’ora concesso alle personalità. E poi Paola Concia, depositaria di una legge contro l’omofobia, e Paolo Ferrero. Per il Comune di Roma erano presenti l’assessore alla Cultura Umberto Croppi, i delegati del sindaco, al centro storico ed alla sicurezza, Dino Gasperini e Giorgio Ciardi.

L’occasione per riflettere contro quanto accaduto non ha però impedito che la musica prendesse il sopravvento. Un clima ben diverso da quello che sarà il micropride, il secondo a Roma, che partirà proprio da lì, dalla gay street della capitale. Venerdì sera, alle 22, comuni cittadini gay e lesbiche, senza bandiere politiche né associative, sfileranno in silenzio con in mano solo una candela. Troppo divise le associazioni lgbt per tentare di far approvare una legge. Troppo timidi i partiti per appoggiare una simile, scontata, richiesta. Nel pomeriggio di venerdì ci sarà anche la prima volta di Bologna, con un sit-in gemellato con la fiaccolata degli autoconvocati-internettiani romani. Il passaparola su Facebook continua e le adesioni aumentano. Sarà così ogni venerdì, fino a quando, la legge Concia non passerà e gli espisodi di violenza non finiranno.

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