IN AZIONE PER GAY E TRANS

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Amnesty International lancia una campagna a sostegno di un attivista cileno per i diritti transessuali nel suo paese. Intanto è uscito un librettino sui diritti GLBT nel mondo.

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ROMA – Anni dopo magari ne fanno un film per il cinema, di solito troppo tardi. Sono quei casi nei quali una persona in un certo paese del mondo si espone in prima persona per la tutela dei diritti degli altri. Abbiamo visto storie sulla lotta all’apartheid in Sud Africa, sui desaparecido sudamericani, su chi dava sostegno agli ebrei durante la persecuzioni naziste, sugli esponenti dei nascenti movimenti sindacali e anche su coloro che hanno lottato in prima persona contro le organizzazioni mafiose.
Adesso Amnesty International lancia una campagna internazionale a sostegno di ^SRodrigo López Barrera^s, presidente di un’associazione cilena denominata TravesChile che è impegnata nella tutela dei diritti delle persone transessuali. Nella provincia di Aconcagua membri della minoranza trans hanno subito assalti ed una trentina di persone sono state picchiate. Due travestiti sono stati uccisi già nel 2002 e le circostanze della loro morte mai chiarite, i responsabili mai individuati (il che purtroppo riporta alla mente casi simili avvenuti anche di recente nel nostro paese). Rodrigo ha ricevuto minacce di morte lo scorso 16 dicembre ed un paio di giorni dopo qualcuno gli ha sparato contro un colpo di pistola mentre stava camminando in una strada di San Felipe, ad occidente di Santiago. Il 20 dicembre è stato seguito da un’auto. Questi fatti sono stati riferiti alle autorità cilene ma pare che non sia scattata nessuna indagine.
Visto che si teme per l’incolumità di Rodrigo López Barrera, Amnesty International sta chiedendo alle autorità cilene di provvedere affinché sia garantita all’attivista (e ai transessuali tutti) adeguata protezione. L’associazione ha diramato un comunicato per lanciare un’azione urgente di sostegno nel quale afferma che “ignorare questi crimini fa passare un messaggio che sembra voler dire alla gente che queste minacce non sono importanti e che l’odio e la violenza verso la comunità GLBT è accettabile. Le autorità cilene devono agire e dimostrare che reati di questo genere non saranno tollerati e che coloro che ne sono responsabili saranno ricercati e perseguiti.” Lo scopo di questa azione è quello di esprimere alle autorità competenti la propria preoccupazione riguardo l’incolumità sia di Barrera che delle altre persone coinvolte. Chi vuole unire la propria voce a quella di Amnesty International può contattare direttamente l’ambasciata cilena in Italia. I recapiti sono:
Ambasciata della Repubblica del Cile
Via Po, 23 – 00198 Roma
Fax 068841452
E-mail: echileit@flashnet.it – ambachile@target.it
L’iniziativa ha portata internazionale e prosegue sino al 17 febbraio.
Intanto la sezione italiana di Amnesty ha unito le forze con le Edizione Gruppo Abele di Torino e ne è uscito un interessante librettino informativo che, in sole 32 pagine, fa il punto della situazione sulla questione delle discriminazioni e violenze nei confronti delle persone omosessuali e/o transessuali nel mondo. Si intitola “Identità negata – la discriminazione sessuale nel mondo” e costa appena 3 Euro. È frutto del lavoro di monitoraggio sulle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e riguarda paesi come l’Uzbekistan e l’Arabia Saudita ma anche nazioni di primo piano come Giappone e Stati Uniti. Chiaramente per le diverse realtà prese in considerazione si delineano modalità e forme diverse di discriminazione a cui sono sottoposti omosessuali e lesbiche, che nei casi più gravi arrivano sino alle torture e alle carcerazioni. Addirittura in Arabia Saudita, in Sudan, in Mauritania e in Iran, è prevista la pena di morte.
L’informato libricino è composto da varie sezioni che gettano luce sui diritti delle donne, delle persone transessuali, gli stati in cui essere omosessuali è ancora reato, citando casi più o meno famosi. Il tutto è stato redatto a più mani e tra i collaboratori (Cavazza, Noury, Ongaro per la parte redazionale) figura anche il presidente della sezione italiana di Amnesty, Marco Bertotto che nel suo intervento conclusivo si chiede perché migliaia di persone in tutto il mondo, per la semplice ragione di voler essere se stesse, diventano bersaglio di abusi e vittime di violazioni dei diritti umani.
Dal canto suo Amnesty International è scesa in campo per la lotta alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale sin dal 1991 ed ha attivo nel nostro paese un proprio Coordinamento discriminazione sessuale LGBT. Dall’anno scorso è in corso una campagna che riguarda anche queste tematiche che si intitola per l’appunto “Io non discrimino”. Per ulteriori informazioni il sito internet da esplorare è www.amnesty.it.

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