IN FONDO A DESTRA

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Il patrocinio della Regione Puglia al Pride di Bari non va giù a una parte di An. Si indigna il sottosegretario agli Interni Mantovano che offende i gay...

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BARI – C’era da aspettarselo. Il patrocinio che il presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, di Forza Italia, considerato un "figlioccio" del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha concesso al Gay Pride nazionale previsto a Bari per il prossimo giugno, ha raccolto i plausi di molti esponenti del movimento omosessuale e della sinistra, ma inevitabilmente anche le dure critiche di alcuni personaggi della destra.

Ultimo in ordine di tempo, il sottosegretario agli interni di An, Alfredo Mantovano (foto) che, in una lettera indirizzata a Fitto, scrive: «Personalmente sono indignato. Bari non merita quest’oltraggio. Soprattutto non merita che quest’oltraggio abbia il sostegno dell’istituzione che tu rappresenti».

E’ quindi dalla stessa coalizione a cui appartiene Fitto che si levano le opposizioni più dure, come quella di Mantovano. Che, pur affermando di non voler mettere «in discussione la libertà d’opinione», definisce il Pride una «pubblica ostentazione dell’immoralità, del pubblico dileggio, al limite del vilipendio, delle persone e dei simboli della religione, una pubblica e sguaiata proposizione di comportamenti osceni come se fossero modelli da seguire».

Immediata la reazione di Arcigay alle affermazioni di Mantovano.

«Mentre le destre europee aprono alla questione omosessuale, Alleanza nazionale continua a cavalcare il pregiudizio antiomosessuale» scrive il presidente nazionale Arcigay Sergio Lo Giudice (foto), secondo il quale «i nuovi gerarchi italiani, da Mantovano al senatore barese Bucciero (che già in passato si era fatto notare con affermazioni degne della più oscurantista omofobia, ndr) non perdono occasione per riaffermare una loro concezione della realtà basata sull’esclusione di una parte, sulla discriminazione delle differenze, su un machismo da operetta che è alieno dall’Italia che cambia».

«Di fronte ad esternazioni di così alto livello istituzionale quali quelle del viceministro degli interni – conclude Lo Giudice – sarebbe opportuno che il presidente di An Gianfranco Fini dicesse esplicitamente qual è la posizione del suo partito».

Critico anche Enrico Oliari, presidente nazionale di GayLib, Gay liberali e di centro-destra: «Ancora una volta c’è chi, nel nostro partito, An, non perde occasione di fare del machismo e del bigottismo una bandiera». Secondo Oliari, «il gay pride di Bari si farà, come si è fatto a Roma in piano Giubileo e come si è fatto a Padova quest’anno, ed esprimo ammirazione e ringraziamento nei confronti del presidente Fitto che, mostrandosi accorto e soprattutto presidente di tutti i pugliesi, ha dato il giusto patrocinio per una manifestazione che è lotta di libertà».

Pietro Folena, deputato Ds, si è detto "sorpreso e alquanto preoccupato" per le affermazioni di Mantovano: "sorpreso – scrive in un comunicato – perche’ stiamo parlando di una manifestazione gia’ da lungo tempo prevista, per cui tutto e’ stato gia’ organizzato da mesi". Folena si dice anche preoccupato perche’ quelle di Mantovano "non sono parole degne non tanto di un uomo politico, quanto di un cittadino democratico. La democrazia e’ prima di tutto rispetto dei diversi valori culturali, politici e sessuali. Democrazia e’ liberta’ di poter manifestare le proprie idee e le proprie richieste".

Dal canto suo, il capogruppo di An alla Regione Puglia, Oronzo Orlando, chiede che il presidente della giunta pugliese, Raffaele Fitto, revochi il patrocinio al Gay Pride. Il gruppo consiliare di Alleanza Nazionale, "riconoscendo il pieno diritto a manifestare, proprio di tutte le associazioni, ha espresso – e’ detto nella nota – il proprio dissenso sulla decisione assunta dal presidente Raffaele Fitto".

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"Le organizzazioni omosessuali – si evidenzia nella nota – rivendicano il riconoscimento delle ‘coppie di fatto’ e, quindi, il diritto alle unioni omosessuali, alla casa, la possibilita’ di adottare bambini e tutte le altre tutele garantite dalla Costituzione". "Proprio per questa palese discrasia con il dettato costituzionale, An – si sottolinea – ritiene che la Regione non possa e non debba patrocinare l’ iniziativa, in quanto la concessione del patrocinio dell’ Istituzione costituisce una sostanziale adesione, sia ai contenuti che alla forma in cui il Gay pride si svolge".

"Occorre ricordare – prosegue il comunicato – come negli anni scorsi, il Gay pride sia stato occasione di esibizionismo e offesa al decoro, situazioni che poco hanno a che fare con il diritto di manifestare e che hanno suscitato anche l’ amarezza del Santo Padre alla quale il partito di An non puo’ non porre devoto e deferente ascolto".

Il patrocinio era stato concesso dal Presidente della Regione circa dieci giorni fa, dopo che già dai primi incontri tra organizzatori e amministrazioni locali, si era verificata l’esistenza di una buona sintonia. Anche se al momento attuale non è previsto alcun finanziamento, Michele Bellomo (foto), presidente dell’Arcigay di Bari e promotore del Pride, dice che «è importante per noi che il primo patrocinio istituzionale sia arrivato dalla massima carica della Regione Puglia che ha fatto suo questo evento». Bellomo non esclude che in un secondo momento la Regione possa anche concedere dei finanziamenti: «Non sarebbe possibile – dice – portare un’iniziativa importante come il Gay Pride Nazionale in una città, se non ci fosse il sostegno concreto delle istituzioni». E per quanto riguarda eventuali altri patrocini, Bellomo afferma che assicurazioni verbali sono già state date dalla Provincia e dal Comune di Bari.

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