IN MEMORIA, ANCHE DEI GAY

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Il 27 gennaio del 1945 si spalancarono i cancelli di Auschwitz. All'interno dei campi di concentramento c'erano anche molti, moltissimi omosessuali. Un giorno per ricordare anche loro.

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Chissà se un giorno studiando la storia sui testi scolastici le nuove generazioni apprenderanno anche che durante la follia nazista, nei campi di concentramento finirono anche migliaia di omosessuali. Accanto ai perseguitati politici e alle vittime ebraiche nei lager erano presenti anche i gay, resi riconoscibili a tutti grazie ad un triangolino rosa cucito sulle loro divise carcerarie. Anche loro erano lì non per aver commesso qualche crimine: la loro colpa era, semplicemente, quella di esistere. Seguendo una terminologia ed una linea di pensiero curiosamente simili a quella vaticana, ogni attività sessuale che avveniva tra due uomini era marchiata come “innaturale” e, secondo il codice penale tedesco di allora, punibile con l’imprigionamento. Per scampare a questa sorte, molti gay dell’epoca si suicidarono, altri si rifugiarono in matrimoni forzati salvandosi così grazie alla rispettabilità dell’apparenza, dell’atto conforme alla norma del “sano” e del “naturale” che ancora oggi vanta tanti sostenitori. Stando a quanto è stato recuperato dagli storici tra i documenti nazisti, tra il 1933 e il 1945 furono arrestati per omosessualità all’incirca centomila uomini. La metà furono imprigionati, mentre 10.000/15.000 furono incarcerati nei campi di concentramento. Il tasso di morte dei prigionieri omosessuali nei campi è stimato attorno al 60% (una delle percentuali tra le più alte di prigionieri non ebrei), cosicché nel 1945 solo poche migliaia erano sopravvissuti. Le cifre sono per forza di cose indicative: per chiunque sopravvivesse ai campi di sterminio, era difficile rievocare quell’esperienza e portare la propria testimonianza, un viaggio nel dolore che non era certo piacevole rivangare. Questo era ancora più vero per gli omosessuali, stigmatizzati anche dopo quello specifico momento storico: nel dopoguerra era impensabile aprirsi e dichiararsi gay e ancora di più lo era per coloro che a causa del loro orientamento sessuale erano finiti nei lager o, per gli italiani, al confino. La paura di essere emarginati era ancora troppo forte, difficile da vincere. Sin da quando, nel 2000, lo Stato Italiano ha ufficializzato una Giornata della Memoria dedicata a coloro che sono finiti nei campi di sterminio anche di questo aspetto poco noto della storia d’Europa si comincia pian piano a parlare, sebbene ancora non abbastanza.
Quest’anno in occasione di questa ricorrenza sono state organizzate varie iniziative. Già è stata segnalata in un’altra pagina del nostro sito la presentazione, il 27, al cinema Anteo di ^SMilano^s di “Paragraph 175“, il documentario curato da Rob Epstein e Jeffrey Friedman che nella stessa giornata verrà proiettato anche a ^SReggio Emilia^s dal circolo Arcigay Gioconda. Verrà poi proposto anche a ^SCrema^s (CR) l’8 febbraio alle 21 presso la sala Pertini della CGIL in una serata curata dalla Sinistra Giovanile locale. Il titolo sarà poi disponibile anche in DVD.
A ^SBologna^s i quattro pannelli informativi prodotti da Arcigay in commemorazione delle vittime omosessuali del regime nazista saranno esposti all’interno dei locali del Circolo Arcigay Il Cassero durante la settimana del 27 gennaio. La stessa mostra sarà ospitata anche a ^SGrosseto^s, presso il Palazzo della Provincia in Piazza Dante, dal 27 gennaio al 1° febbraio, e nella Sala Affreschi del Castello di ^SPandino^s dal 25 gennaio al 1 febbraio, nell’ambito della mostra “Un filo di fumo nel vento d’Europa“. Qui, venerdì 30 gennaio dalle 21 si terrà “Testimonianze“, un incontro pubblico organizzato da Comune di Pandino e Biblioteca Comunale a cui interverranno Renato Sabbadini, il responsabile esteri Arcigay, e rappresentanti di ANPI, ANED, Opera Nomadi di Milano.
A ^SPiacenza^s venerdì 30 gennaio dalle 10 “Gli altri stermini”, assemblea generale degli studenti del triennio del Liceo Classico Gioia, con dibattito, documenti e proiezioni sugli stermini nazisti delle minoranze. Interverranno Luigi Valeri, responsabile scuola e comunicazione Arcigay, e Lorenza Tizzi, presidente Arcigay La Rocca.
A ^STrieste^s il 27 gennaio il Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica sarà presente ufficialmente alla commemorazione delle vittime dell’olocausto alle ore 11.30 presso la Risiera di san Sabba, unico campo di sterminio nazista con forno crematorio in Italia. Verrà posta una corona a ricordo delle vittime omosessuali, gay e lesbiche e sarà presente alla cerimonia anche il Segretario nazionale arcigay Aurelio Mancuso.
A ^SPadova^s lunedì 26 alle 21, presso la sede del circolo Arcigay Tralaltro in via S. Sofia n.5, “Olocausto“, una serata di incontro e discussione sul tema della deportazione delle persone omosessuali nei campi di concentramento nazisti. Sarà presente alla discussione un ex-deportato dei campi di concentramento che ci racconterà l’agghiacciante testimonianza della vita quotidiana in un lager. Il 27 alle ore 10 presso l’Ossario della Chiesa della Pace Commemorazione Ufficiale della Giornata della Memoria organizzata dal Comune di Padova: il Circolo Tralaltro sarà presente con le bandiere dell’Arcigay.
A ^STrento^s il 27 alle ore 20.30 presso il Teatro Cuminetti (ex – sperimentale) verranno proiettati due documentari di Gabriella Romano: “Ricordare” (45 minuti di testimonianze di omosessuali italiani che hanno vissuto durante il periodo fascista) e “L’altro ieri” (22 minuti, cinque donne per la prima volta parlano della repressione che il regime operava nei confronti non soltanto del lesbismo, ma della sessualità). La regista sarà presente in sala e l’ingresso è libero.
Il 28 gennaio si svolgerà a ^SSalerno^s la Mostra/Convegno “Olocausto omosessuale: le ragioni del silenzio” realizzata da un gruppo di studenti universitari, presso il Centro Attività Socio-Culturali Ex-Masseria sito nell’Università degli Studi di Salerno. Il convegno si svolgerà il 28 gennaio alle ore 11.00 con interventi di Gianfranco Goretti, storico e coautore del libro “Le ragioni di un silenzio. La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo”, e Giuseppe D’Angelo, prof. di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Salerno.
Infine a ^SRoma^s il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli parteciperà, sempre il giorno 27, alla fiaccolata organizzata dall’Opera Nomadi che partirà da via Panisperna. Successivamente, il 1 febbraio, presso la sede del Circolo in via Efeso 2a alle ore 18.00, si terrà un dibattito dal titolo “Quale memoria per noi gay, lesbiche, bisessuali e transgender?”. Interverranno Gianfranco Goretti, autore di uno studio su “Omosessualità e confino nel periodo fascista” e lo scrittore Aldo Zargani. Seguirà la proiezione del film “Aimèe & Jaguar” di Max Farberbock, storia d’amore l’ebrea Felice che vive sotto falso nome, protetta da un organizzazione clandestina nella Germania nazista, e Lilly, madre di quattro bambini.

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