In migliaia al Torino Pride

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Si è svolto sabato per le vie di Torino il primo Gay Pride del 2009. 50 mila partecipanti secondo gli organizzatori, 10 mila per la questura. Srotolata la...

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Hanno sfilato in migliaia per le strade di Torino con lo slogan "Italia vs Europa. In Europa è diverso". Al primo Gay Pride del 2009 (altri quattro ne seguiranno da qui a luglio) hanno partecipato in 50 mila secondo gli organizzatori (10 mila per la questura) tra cui Piero Chiambretti con la mamma, Gianni Vattimo, Vittorio Agnoletto e Ivan Scalfarotto. Le altre città nel mondo che hanno celebrato la festa dell’orgoglio sono state San Pietroburgo, Rio De Janeiro, San Salvador, Hong Kong, L’Avana, Bruxelles e per la prima volta Singapore.

Il percorso, aperto dal gruppo "BlackCat Cheer Leader Italia", si è snodato per le vie del centro toccando anche il Municipio dal quale il Sindaco Chiamparino ha permesso che venisse srotolata la bandiera arcobaleno dalla finestra centrale. Un gesto «per contrastare ogni forma di discriminazione delle persone in base all’orientamento sessuale» e per condannare «l’omofobia e la transfobia come veri attentati alla convivenza civile», ha sottolineato Chiamparino.

L’esposizione dell’"arcobaleno" al Comune ha scatenato polemiche da parte dei deputati piemontesi del Pdl. Agostino Ghiglia ha dichiarato: «Non è accettabile che Chiamparino, dimenticando che il Municipio non è casa sua e che egli ne è un semplice inquilino con il contratto fortunatamente in scadenza, esponga da Palazzo Civico la bandiera simbolo del Gay Pride».

Ma la festa non è stata certo rovinata, grazie anche ai dieci carri, le sei auto addobbate per l’occasione, un’Ape degli studenti delle medie superiori "senza patente ma molta fantasia", e la presenza di molte associazioni tra cui quella dei Radicali Italian, dell’Unione degli atei e agnostici razionalisti, e le associazioni lgbt.

Ai bordi delle strade, le famiglie, moltissime armate di macchine fotografiche per immortalare un appuntamento che desta sempre una certa curiosità. Sembra che a non essersi accorti di nulla siano stati solo i telegiornali nazionali che non hanno dedicato nemmeno un servizio alla notizia.

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