In piazza per dire si alla vita e no alla tortura di Stato

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L'iniziativa, proposta da MicroMega, lancia un appello a tutti coloro che vogliono difendere la Costituzione e la libertà di scelta, anche in tema di testamento biologico. Appuntamento a...

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Il cosiddetto "caso Eluana" ha riportato  all’ordine del giorno la spinosa questione del testamento biologica, già assorta agli onori della cronaca (e mai affrontata) con il caso di Piergiorgio Welby e ina ltre occasioni precedentemte. Conclusasi la vita di Eluana Englaro come lei stessa avrebbe voluto e dopo una durissima battaglia legale condotta, in solitaria, dal padre Beppino, il decreto che il governo aveva voluto per impedire l’attuazione del protocollo di Eluana è approdato in Parlamento, grazie al diniego di Napolitano di approvarlo in forma di decretazions d’urgenza. Come tutti probabilmente stapete, il testo che sta per essere approvato non solo non introduce il testamento biologico, ma considera trattamenti quali l’alimentazione artificiale come terpia obbligatoria, a prescindere dalla volontà del malato. In molti parlano di "Sondino di Stato". Comunque si voglia definire questo provvedimento, certo è che impone fortissime limitazioni alla libertà personale, oltre ad essere un pericoloso precedente.

Sulla base di queste, e di molte altre, considerazioni, si stanno organizzando diversi eventi. C’è chi ha già profilato la possibilità di indire un referendum popolare perché siano gli italiani, nel caso in cui la legge venisse approvata così com’è, ad espimersi sulla materia. Ma c’è, come la rivista MicroMega chi spera di bloccare la norma prima e invita tutti a scendere in piazza con il motto "Sì alla vita, no alla tortura di Stato". L’appello prima ancora che sui proncipi etici e di laicità, si basa su criteri di diritto civile che, sottolineati da professori universitari della materia, contestano punto per punto le aberrazioni della proposta di legge governativa". Oltre ad un gran numero di docenti accademici, promuovono l’iniziativa, e scenderanno in piazza, Andrea Camilleri, Pancho Pardi, Paolo Flores D’Arcais, Umberto Eco, Margherita Hack, Stefano Rodotà e Lorenza Carlassare. "La vita di ciascuno non appartiene al governo e non appartiene alla Chiesa. La vita appartiene solo a chi la vive" scrivono i promotori della manifestazione. L’appuntamento per tutti è sabato 21 febbraio alle 15 a Piazza Navona, Roma. Per aderire mandate cliccate sul link in fondo a questa pagina e se siete utenti Facebook, passate parola. Gay.it ha già sottoscritto l’appello.

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