In Sudafrica vince Zuma: “Le coppie gay sono una disgrazia”

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Il successore di Mandela, quarto presidente del Sudafrica, sembra contrario alle unioni gay, posizione che ha provato a smentire. L'Aids? Zuma la combatte con le docce, come quando...

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Con il 65% delle preferenze al suo partito,  Jacob Zuma sarà il prossimo presidente del Sudafrica, terzo presidente nero della storia del paese dopo Nelson Mandela e il suo delfino Thabo Mbeki. In questi giorni si fa un gran parlare di Zuma e in molti stanno riportndo sue dichiarazioni di ogni genere. Accusato, e poi assolto, di stupro e corruzione nel 2006, Zuma fu anche l’autore di brutte dichiarazioni sulle coppie gay. A settembre dello stesso anno, mentre imperversava il dibattito sulle legalizzazione delle unioni tra persone dello stesso sesso, dichiarò che le coppie omosessuali erano "una disgrazia per la nazione e per Dio", aggiungendo che da ragazzo picchiava ogni omosessuale che incontrava per strada. 

Resosi conto dell’errore politico commesso, Zuma tentò di ritrattare dicendo che la sua frase era stata estrapolata dal contesto e che si riferiva al fatto che il modo tradizionale di educare i bambini era in grado di aiutare i genitori a rendersi conto se i figli avevano o meno un orientamento diverso. 

"Tuttavia, non volevo che le mie parole venissero intese come una condanna contro gay e lesbiche" disse qualche giorno dopo uno Zuma che tentava di ricostruirsi una credibilità politica, sottolineando "il grande contributo che i compatrioti gay e lesbiche hanno dato nella lotta che ci ha portato alla conquista della libertà". Il riferimento, era chiaro per tutti, era alla battaglia contro l’Apartheid. "Sembra che Mr. Zuma abbia ancora molto da imparare su come si diventa leader – dichiarò in quei giorni uno dei portavoce dell’associazione omosessuale Joint Working Group -. Come può una persona con una mentalità così ristretta pensare di guidare la nostra nazione?"

Poco meno di due mesi dopo, il 15 novembre del 2006, il parlamento sudafricano approvava il Civil Bill Union che legalizza le nozze tra omosessuali, facendo del Sudafrica il primo (e l’unico) paese del Continente Nero a riconoscere le coppie gay e lesbiche.

Il Sudafrica, però, è anche uno dei paesi più colpiti dalla piaga dell’Aids (oltre a uno dei posti dove lo stupro è una pratica diffusissima) e dove il lavoro di prevenzione assume una valenza decisamente maggiore che nel resto del mondo. Nel difendersi dall’accusa di stupro, Zuma, che pur sapendo che la ragazza vittima dell’abuso era sieropositiva non aveva usato alcuna protezione, dichiarò: "Dopo essere stato con lei ho fatto subito una doccia per ridurre al minimo il rischio di contagio".

 

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