INFANZIE VIOLATE

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Bari. Al seminario sui diritti negati dei minori erano presenti il portavoce del Pride Bellomo, il deputato gay Vendola, l'europarlamentare Verde Lambert e altri. Perché i gay hanno...

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BARI – Dei 250 milioni circa di minorenni che si stima vengano sfruttati nel mondo si e’ discusso in un seminario organizzato dal “Bari Pride 2003″ al quale hanno partecipato il presidente della Provincia di Bari, Marcello Vernola, il portavoce nazionale della manifestazione, Michele Bellomo, il deputato Niki Vendola (Prc), il vicecapogruppo dei Verdi al Parlamento europeo, Jean Lambert ed il viceresponsabile regionale di Amnesty international, Daniela Longo.
“Al ‘Bari Pride‘ – ha sostenuto tra l’ altro Vernola – va dato atto di aver sollevato in un clima di insensibilita’ e omerta’ delle istituzioni, problemi come questo che invece hanno bisogno di solidarieta’; per questo ci auguriamo che una volta terminato, restino nel dibattito comune alcuni tempi scottanti”. Bellomo ha poi rilevato come finora “la comunita’ omosessuale non abbia potuto parlare di certi argomenti proprio a causa della indisponibilita’ delle istituzioni. E’ ora di finirla con l’ inerzia perche’ gli omosessuali sono cittadini a tutti gli effetti e devono occuparsi di tutto”.
Dell’ infanzia maltrattata si e’ occupato Vendola. “In realta’ – ha sostenuto – spesso ci occupiamo di tutta una serie di sfruttamenti e di violenze che coinvolgono i ragazzi in ogni parte del mondo, basti pensare a quei 250 milioni di minori che lavorano in schiavitu’ per arricchire molti Paesi, forse pero’ ci occupiamo un po’ meno di quei minori adulterati cioe’ non capiti e non considerati ai quali pero’ non giova un controllo disciplinare ossessivo e tanto meno una sorta di diffidenza che cerchiamo di inculcare loro perche’ anche questa e’ violenza”.
L’ Unione europea – ha riferito Lambert – “non ha competenza necessaria per intervenire anche perche’ la maggiore eta’ e’ difficile da stabilire unanimemente, e varia a secondo dei Paesi, dunque per esempio parlando di pornografia non si puo’ stabilire se si rientra nelle violazioni ai minori o no. Sarebbe necessario per il futuro innanzitutto aiutare quei Paesi con standard di vita bassissimi per ricollocarli nella scala economica e sociale; poi aiutare in maniera particolare i minori coinvolti in violenze di ogni tipo per integrarli all’ interno delle societa’”. Lambert ha anche proposto “di portar fuori dal loro Paese d’ origine i minorenni che hanno subito violenza al pari delle altre categorie deboli” ed ha infine ricordato il programma europeo ‘Dafne’ che “si occupa di bambini violentati”.

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