Ingroia: “Sì a nozze e adozioni: a noi il voto utile per i diritti”

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Alla vigilia delle elezioni, Antonio Ingroia spiega a Gay.it qual è il programma di Rivoluzione Civile sui diritti delle persone lgt. Sì ad una legge contro l'omofobia, al...

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Noto per la sua carriera di magistrato antimafia presso la procura di Palermo, Antonio Ingroia e la sua lista Rivoluzione Civile rappresentano una delle novità di questa campagna elettorale ormai agli sgoccioli. Sotto il suo emblema sono confluiti Di Pietro e l’Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, oltre che pezzi della cosiddetta società civile.
La lista si colloca evidentemente a sinistra del PD e su posizioni più avanzate specialmente sui temi dei diritti civili. Gay.it ha intervistato Antonio Ingroia per capire nel dettaglio le posizioni della sua lista proprio sugli argomenti legati ai diritti delle persone lgbt.

Sul tema dei diritti civili, specialmente quelli lgbt, l’Italia è il paese più arretrato tra quelli europei. La scorsa legislatura per l’ennesima volta ha bocciato, sulla base di alcune eccezioni di costituzionalità, la legge contro l’omofobia. Da giurista, qual è la sua opinione in merito a queste eccezioni?

Rispondo molto volentieri alle vostre domande, che sollecitano un impegno complessivo sul tema dei diritti civili. Noi vogliamo appunto una rivoluzione civile, un cambiamento del complesso della legislazione sui diritti civili che si fondi sui principi della laicità dello Stato e dell’autodeterminazione delle donne e degli uomini.
Siamo favorevoli, e non ravvisiamo nessun principio di incostituzionalità, a una legge contro l’omofobia e la transfobia, così come all’estensione della Legge Mancino sulle aggravanti di omofobia e transfobia. Siamo consapevoli, però, che la modifica delle norme è solo una parte, necessaria, di una battaglia culturale ineludibile.

Nello specifico, come immaginate una legge e un’intervento sociale e culturale contro l’omofobia?
Come dicevamo si tratta di una battaglia non solo normativa, ma soprattutto culturale. Attuali esponenti di Rivoluzione Civile hanno giustamente sostenuto nel 2012 la campagna Stop2012, per eliminare il transgenderismo dalle patologie previste dal DSM. Ancora, pensiamo che si debba intervenire sui programmi scolastici, che attualmente, dopo le varie Moratti e Gelmini, prevedono nei primi cicli scolastici una vera e propria educazione ai ruoli in base al genere. E poi bisogna avviare una riflessione sulla comunicazione di massa, su quella televisiva in particolare, che troppo spesso veicola messaggi sessisti e omofobi. Questo non deve più essere possibile. Inoltre va modificata la normativa sul cambio di sesso, rendendolo possibile anche in assenza di un intervento chirurgico. Una riforma deve essere pensata anche su molte questioni del diritto di famiglia: a partire dalla trasmissione del cognome. Crediamo, poi, debba essere profondamente modificato il sistema del welfare: dobbiamo garantire a tutte e a tutti il diritto a potersi sposare, ma allo stesso tempo superare un impianto troppo familista del welfare, che spesso fa ricadere sulle donne il carico dei tagli allo stato sociale. Noi vogliamo introdurre un reddito minimo garantito per tutti, indipendentemente dallo stato civile.

Ecco, il diritto a sposarsi, appunto. I recenti voti in Francia e in Inghilterra hanno riportato con forza nel dibatito politico la questione dei matrimoni egualitari. Qual è la posizione del suo movimento a proposito di unioni gay e di matrimonio?
Noi siamo a favore, come abbiamo scritto nel nostro programma, dei matrimoni egualitari, anche in Italia come in Francia, Inghilterra, Spagna. Non vogliamo che si sia costretti a una fuga per i diritti, per accedere al matrimonio o alla fecondazione assistita. Noi pensiamo che la società italiana sia pronta. E ci spiace constatare che non lo sia la politica: dopo anni di compromessi non realizzati (i Dico, i Cus, i Pacs) il Pd, condizionato dalla componente cattolica interna e dalle probabili alleanze catto-centriste, propone una “legge alla tedesca”. Noi pensiamo sia tempo di realizzare l’uguaglianza dei diritti, senza se e senza ma. Anche per questa ragione crediamo sia dannosa per l’affermazione dei diritti civili, la campagna sul voto utile che il Pd ha indirizzato contro Rivoluzione Civile. Noi proponiamo a tutti i deputati del Pd di sostenere la nostra proposta di matrimonio egualitario che presenteremo se entreremo in Parlamento. E, in ogni caso, non faremo mancare i nostri voti su qualsiasi proposta che il movimento lgbtqi giudicherà un positivo passo in avanti. Dunque, ci chiediamo quali sono le vere priorità di un Pd che vuole governare con Monti, Fini e Casini e prova ad escluderci dal Parlamento? Pensiamo che la nostra presenza sia utile sia sul terreno dei diritti civili che dei diritti sociali.

Altro tema aperto da ciò che succede intorno a noi è quello delle adozioni gay. Le stime attuali parlano di circa 100.000 bambini figli di coppie omogenitoriali. Insomma, anche in Italia i figli delle coppie gay sono una realtà. Sono bambini che, però, per la legge hanno un solo genitore e non hanno le stesse tutele degli altri bambini. L’adozione risolverebbe la questione e permetterebbe anche ad altre coppie di avere figli.
Come affermiamo nel programma, siamo a favore dell’adozione da parte di coppie di genitori omosessuali, così come pensiamo sia necessario introdurre una normativa sulla doppia filiazione, come richiedono le Famiglie Arcobaleno. La recente sentenza della Corte di Strasburgo ci spinge, peraltro, ad andare in questa direzione. Pensiamo sia anche questa una norma di civiltà: l’affetto di due persone, a prescindere dal sesso, non può che essere un bene per un bambino o per una bambina.

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Il tema dei figli delle coppie gay ne apre un’altro: la fecondazione eterologa. La legge 40, bocciata qualche giorno fa dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo, ha costretto centinaia di coppie, non solo omosessuali, ad emigrare per potere avere un figlio. Che posizione avete rispetto a questa norma?
La legge 40 è una legge disumana, contraria ai principi della laicità dello Stato e dell’autodeterminazione delle donne e alla tutela del diritto alla salute. Noi siamo per l’abolizione. Contro la Legge 40 ci sono state numerose sentenze che dall’Europa richiamavano l’Italia a principi di civiltà. La sofferenza della migrazione per coppie e per singole a cui viene impedito l’accesso alla fecondazione assistita è indegna, disumana. Siamo a favore della fecondazione eterologa, a favore della diagnosi pre-impianto, contro il limite dei tre embrioni. Esattamente i punti su cui il referendum si proponeva di modificare la legge.

Il papa che sta per dimettersi e la sua Chiesa hanno lottato strenuamente contro i diritti dei gay arrivando a definizioni molto forti rispetto alle unioni omosessuali: “ferita alla pace” e “attentato all’umanità” sono solo alcune. In molti pensano che l’influenza del Vaticano sulla politica italiana impedisca dei veri passi avanti sui temi dei diritti civili. Che posto ha la laicità nel vostro programma?
La laicità dello Stato è per noi una questione fondamentale. Ed è indubbio che la storia politica italiana sia stata segnata non solo da ingerenze vaticane, ma troppo spesso anche da una vera e propria subalternità della politica alle gerarchie cattoliche. Pensiamo alla norma sulle scuole paritarie, che assomma scuole private, per lo più cattoliche, e quelle comunali. Questo ha permesso di recente un emendamento “salvaparitarie” alla Spending Review voluto dal Pd. La normativa sulle scuole paritarie va riformata e le scuole private devono esistere, come prevede la Costituzione, senza oneri per lo Stato. La laicità è una questione centrale. Ma anche i simboli che propone la politica contano: nelle primarie del Pd abbiamo assistito alla declamazione di Pantheon affollati di papi e cardinali. O ancora perché intitolare stazioni (Termini a Roma) o aeroporti (quello di Bari in Puglia) a Wojtila, tra l’altro fervente antiabortista? Veltroni e Vendola avrebbero potuto dare un segnale di accoglienza diverso dalla “confessionalizzazione” del territorio. I simboli sono importanti, creano e cambiamo il senso comune.

Non possiamo concludere senza affrontare un altro tema, quello dell’HIV che negli ultimi anni sta conoscendo una nuova preoccupante diffusione, specialmente tra i giovani che, secondo studi, conoscono poco il tema e, soprattutto, non fanno prevenzione. Sul fronte politico, a parte qualche spot video del Ministero, tagli alla sanità, riduzione dei fondi ai consultori e scarsa attenzione al problema sono stati dominanti. Rivoluzione Civile come pensa di intervenire in questo campo?
Sul tema della prevenzione occorre soprattutto informazione, a partire da campagne capillari sull’uso dei preservativi e sulle malattie sessualmente trasmissibili e dall’educazione sessuale nelle scuole. Va inoltre invertita la tendenza sui tagli alla sanità: noi vogliamo una sanità pubblica che garantisca il diritto alla salute per tutte e tutti.

di Caterina Coppola

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