Inzago: manifesti gay strappati

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L'omofobia fa fallire l'iniziativa di Giovanni Mapelli di pubblicizzare il Gay Pride milanese attraverso dei manifesti raffiguranti due uomini che si baciano, ridotti a brandelli da ignoti.

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Giovanni Mapelli è un attivista del Centro Studi Teologici, fa parte dell’Arcigay e fa anche attività con l’Agedo. In occasione del Gay Pride milanese, aveva cercato di risvegliare la consapevolezza delle persone del suo paese, Inzago, affiggendo dei manifesti che pubblicizzavano l’evento: sui poster, che sono stati affissi regolarmente a decine, pagando, con i soldi raccolti grazie al volontariato, la relativa tassa, venivano raffigurati due ragazzi che si baciavano sotto lo slogan "Un mondo più gentile". L’immagine deve aver suscitato lo scandalo in qualche inzaghese particolarmente suscettibile, che ha provveduto a strappare buona parte dei manifesti, riducendoli in coriandoli.

Così Mapelli ha inoltrato una immediata denuncia formale: «L’immagine non era nè irriguardosa nè forte – ha commentato Mapelli – e il fatto che alcuni manifesti siano stati danneggiati è un segno di barbarie culturale da parte di alcuni, non certo del paese. Dispiace che in un centro piccolo ma vivo come questo ci siano ancora persone che rifiutano l’immagine della cosiddetta diversità».

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