IO GAY, CENSURATO DA PRODI?

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Mario Cirrito, giornalista collaboratore di Gay.it, denuncia dal suo Blog l'incomprensibile censura di un suo intervento in tema di tutela dei diritti gay postato sul sito di Romano...

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Mario Cirrito, ottimo giornalista collaboratore di Gay.it, denuncia dal suo Blog l’incomprensibile censura di un suo intervento in tema di tutela dei diritti gay postato sul sito di Romano Prodi. Riportiamo integralmente il testo della sua denuncia, così come appare nel Blog suddetto.
1 Marzo 2005
Io omosessuale, censurato da Prodi?
La scorsa settimana, giovedì, ho trasmesso al sito “La fabbrica del programma”, un mio intervento. Molti sanno cos’è il sito e com’è strutturato. Per i pochi, ricordo che trattasi di uno strumento informatico che il leader dell’Unione, Romano Prodi, si è dato per dialogare con l’elettorato di centrosinistra. O almeno tale sembra. Ora, passati alcuni giorni, mi rendo conto che tale non è. Il mio contributo che verteva sull’esclusione dei radicali nell’Unione e sulle future battaglie per le coppie di fatto e i diritti Glbt, evidentemente è stato soggetto a qualche critica: tale da non essere pubblicato. Ho sempre creduto che, in democrazia, valgono le tesi della leadership, ma quest’ultima deve saper ascoltare anche critiche e dare risposte alle domande. Anche quelle che sembrano, a chi li riceve, domande futili o che possono creare nuove discussioni.
Ieri, notando che il pezzo non era ancora online, l’ho rinviato. Il silenzio spaziale. Allora ho il diritto di chiedermi se in quel sito, da campagna elettorale, trovano ospitalità quegli interventi che non ledono la maestà prodiana, che non ne fanno motivo di discussione su temi che riguardano e riguarderanno tutti il centrosinistra. Mi chiedo, appunto, se non devo usare il termine censura. Pur non avendone prove, comprendo che qualcuno ha pensato di non disturbare il cip e ciop degli interventi casti e ridenti pubblicati con quel segno che, ricordo, l’insegnante di matematica ci incollava col suo matitone blu, in fondo al compito corretto. Mi preoccupava e mi preoccupa oggi ancor più l’ipotesi che il futuro leader dell’Unione, non voglia seriamente affrontare tematiche che riguardano le minoranze sessuali. Mi preoccupava e mi preoccupa chi, invece che ascoltare il paese che lo sostiene, cerchi solo una coralità di consensi che non disturbi le sue scelte. Giudicate voi e ditemi se, forse, qualche ragione la possiedo anch’io. Comunque, sono intenzionato a scrivere una mail di contestazione alla vicenda, solo per capire se Prodi vuol fare il Dc o il leader che tutti vogliamo.
ECCO IL TESTO
In queste ore l’Unione ha seppellito l’alleanza elettorale con i radicali, per mano e voce della Margherita e dell’Udeur. A scanso di equivoci: non appartengo al partito di Pannella. Detto questo, ritengo la decisione dell’Unione sui radicali, un errore che, speriamo, non dovremo pagare. I radicali hanno molti torti, compreso l’andare a bussare ovunque, ma le motivazioni del no dell’Unione, mi lasciano sbigottito e irritato. Settimane fa, uno stuolo di 150 parlamentari, capitanati dal bravo Franco Grillini, avevano pubblicato su “L’Unità” una lettera aperta, a difesa della scelta nell’accogliere i radicali alla tornata elettorale di aprile. Fassino si era reso disponibile, come tanti Ds e tanta sinistra. Finché…. finché la Margherita e l’Udeur hanno pensato di abbandonare la laicità di questo Stato, per ascoltare e seguire qualche prelato. Già: c’è anche il referendum sulla procreazione assistita, dimenticate?
Il punto ora non è polemizzare con la fascia cattolica dell’Unione che ha tutto il diritto di dire e fare scelte. Mi pongo una nuova questione. All’indomani del Congresso diessino, proprio quando Fassino aveva inserito il Pacs per le coppie di fatto omosessuali , nella sua relazione, il nostro leader, professor Prodi, ha rilasciato un’intervista televisiva dichiarandosi contrario ai matrimoni omosessuali. Qualcuno, come il presidente Arcigay, Sergio Lo Giudice, Andrea Benedino di Gayleft, e altri chiedevano lumi su queste dichiarazioni. Certo, siamo anche noi per il Pacs, ma cosa significavano quelle dichiarazioni? A tutt’oggi, non abbiamo ancora ricevuto menzione, e tante altre sono le questioni che vorrei sottoporre al mio leader Prodi, sui diritti civili che riguardano gli omosessuali. Ecco allora farsi avanti la preoccupazione non molto peregrina, dopo la questione sui radicali, che riguarda anche noi omosessuali. Nei 7 anni di governo del centrosinistra, nulla si è fatto, nonostante poi la stessa Livia Turco abbia avuto la grande dignità politica di fare autocritica in una mia intervista per “Gay.it“. Ora, quale è la posizione della Margherita sui diritti omosessuali? Guarderanno più al loro essere cattolici, cosa sacrosanta, dimenticando la laicità dello Stato? Perché l’Unione non apre ancora un serio dibattito sulla nostra e loro laicità, sulle risposte da dare ai nostri movimenti? Sapete quanti omosessuali delusi si stanno spostando a destra? Non vi preoccupa il voto “frocio”? Abbiamo sempre rispettato la Chiesa che, per la verità, ha risposto sempre con astio e attacchi alle persone omosessuali. Continuiamo a rispettarla. Cosa diversa è la politica che, senza abbandonare la morale spirituale, deve mantenersi democraticamente laica e agire in tal senso. La cattolicità di tanti nostri leaders è un vanto personale, non un impegno elettorale. So di far arricciare il naso a tanti, ma il mio contributo da elettore e sostenitore dell’Unione, spero ottenga l’attenzione anche di chi non la pensa come me, anche di chi si sente contrario e avverso ai movimenti omosessuali in Italia. Siamo in Europa e, qualcuno, se ne è dimenticato.
2 Marzo 2005
Non abdico e chiedo la vostra solidarietà per noi
Sia chiaro: non intendo abdicare. Per motivi che riguardano non solamente la mia persona che, in definitiva conta poco, ma per le idee a cui credo, le battaglie che condivido con milioni di persone nel mondo, il senso politico delle cose. Vorrei chiamare a raccolta uomini e donne, generosità e solidarietà che li distingue, per metterli, ancora una volta, al servizio della democrazia che non ha colori ma resta al servizio di ogni libertà. Sapete che fine ha fatto il mio intervento inviato alla “Fabbrica”. Proprio ieri, anche Gattopesce, un bravo e generoso blogger di questo condominio, omosessuale come me, ha inviato un testo che potete leggere nei commenti al mio testo. Ebbene, anche a lui è stata riservata la cestinatura del pezzo. Ora, che una cosa simile la faccia la destra, la ritengo quasi nella natura delle cose: la combatto ma so che il dialogo con loro a volte può essere davvero impossibile. Che, invece, lo faccia il sito “madre” del nuovo leader della coalizione di centrosinistra, mi sembra davvero scandaloso. Ora, io, intendo sapere se il centrosinistra vuol discutere di piste ciclabili e di bit e bot, come si evince dagli interventi pubblicati su “La Fabbrica” o se vuole affrontare anche temi di libertà e civiltà cari alla comunità omosessuale italiana. Desidero capire se l’Unione vuole impegnarsi. Credo, quindi, che anche questa comunità, con i suoi gay e gayfriendly possa e debba fare qualcosa. Un’idea sarebbe quella di inondare “La Fabbrica” di poche righe, contestando il fatto che gli interventi nostri vengono cestinati. Successivamente passare la cosa alle redazioni dei giornali. Insomma, rendiamo questo condominio quello che è sempre stato: pieno di colori e di viva democrazia.
Di questo argomento si discute anche nel forum di Gay.it: clicca qui

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