IO, PEGGIO DI MILINGO

di

In un'intervista Don Vitaliano, cacciato dalla sua parrocchia, esprime tutta la sua amarezza: "Non me la caverò perché non ho soldi". Lo Giudice gli scrive in occasione dei...

625 0

PISA – Non accenna a placarsi la polemica relativa al “licenziamento” di Don Vitaliano della Sala dal suo posto di parroco di Sant’Angelo a Scala in provincia di Avellino. In un’intervista al quotidiano La Stampa, il prete che coraggiosamente partecipò al World Gay Pride di Roma nel 2000, esprime tutta la sua amarezza: «Ci sono preti sposati, gay, operai, fascisti – dice – C’e’ di tutto. Due estati fa eravamo sotto scacco in due, Milingo e io. Milingo se l’e’ cavata, io no. Perché non ho soldi. E non sono vescovo. Non voglio paragonarmi a Padre Pio, pero’…».
Pur amareggiato, don Vitaliano invita però la comunità di Sant’Angelo a Scala ad accogliere il parroco che lo sostituirà, don Luciano Martino Porri. In quanto a lui, improbabile che lasci il paesino dell’avellinese. «Ho portato la bandiera cubana sul campanile – dice – e ho fatto cantare in questo piccolo paese i 99 Posse: vi giuro che non me ne andrò da qui…».
Intanto sabato scorso il presidente Arcigay Sergio Lo Giudice, in occasione dei dieci anni di sacerdozio di don Vitaliano, gli ha inviato una lettera d’auguri: «Il tuo esempio di vita fuori dagli schemi – si legge nella missiva – il tuo modo privo di pregiudizi ma sempre rispettoso del punto di vista dell’altro richiamano alla mia mente altri sacerdoti che hanno avuto un ruolo importante nella mia formazione: don Lorenzo Milani, che ha insegnato a tutti noi che “l’obbedienza non è più una virtù” e per questo è stato emarginato dalle gerarchie ecclesiastiche, e don Marco Bisceglia, prete cattolico dell’area del dissenso e animatore delle comunità di base che, nel 1980, diede vita a Palermo al primo circolo Arci Gay».
Lo Giudice ha colto l’occaisone per esprimere al sacerdote «tutta la solidarietà mia e dell’Arcigay per i tentativi di isolamento a cui sei sempre più sottoposto. Ricordo con grande tenerezza – continua il presidente nazionale Arcigay – la presenza proprio accanto a me sul palco del World Pride di questo coraggioso sacerdote in clergyman che non esitava a prendere le distanze dall’atteggiamento ostile con cui dal Vaticano si guardava a quella grande manifestazione di libertà».

Leggi   Torta nuziale negata a coppia gay: entro giugno la sentenza della Corte Suprema
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...