IO, VITTIMA DI UN COMPLOTTO

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Il docente di Cesena accusato di reati sessuali si dice convinto di essere in carcere ingiustamente Ed è sorvegliato 24 ore su 24 perché ritenuto ad alto rischio...

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FORLI’ – "Se solo mi avessero lasciato spiegare i fatti, ora non mi troverei in carcere". Si dice certo della sua innocenza, il professore Maurizio Sorbini, accusato di aver abusato della sua posizione di docente per avere rapporti sessuali con i suoi studenti all’Università di Cesena, dove insegnava a Scienza della alimentazione. Franco Grillini, parlamentare Ds e membro della commissione giustizia, gli ha fatto visita nel carcere in cui è tenuto sotto stretta sorveglianza 24 ore su 24. "Ho parlato con la giovane direttrice, una donna molto disponibile e aperta, che si è detta molto preoccupata: un professore molto rinomato che da un giorno all’altro si ritrova rinchiuso in un carcere con delle accuse così gravi e una fiorente carriera completamente rovinata, è un soggetto ad alto rischio di suicidio".

Il carcere di Forlì sorge nel pieno centro cittadino: era il Castello di Caterina Sforza, e ne conserva tutto il fascino storico, anche se la struttura diventa sempre più inadatta al suo scopo. Esiste un progetto per realizzare un nuovo carcere e restituire alla città il Castello, ma pare che i finanziamenti scarseggino. Così venti donne e centoquaranta uomini sono detenuti tra possenti mura di pietra, merli, torrette e fossati, in un edificio che, se da fuori è di indubbia bellezza, certamente, non lo è per chi vi è costretto a viverci.

Grillini ha incontrato il professore mentre prendeva la sua ora d’aria in completa solitudine, camminando meccanicamente avanti e indietro. "E’ sempre da solo, separato dagli altri detenuti: è una precauzione che tendenzialmente viene presa sempre nei confronti di persone accusate di reati sessuali, per evitare episodi di giustizialismo barbaro tra detenuti e ulteriori violenze".

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