Iran: cade il tabù sull’Aids

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Per la prima volta vengono dichiarati i 'numeri' della malattia nel paese islamico: 18 mila sieropositivi di cui 13 mila non appartenenti a categorie a rischio.

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TEHERAN – Cade il tabù sull’Aids in Iran. Le autorità del paese hanno per la prima volta reso noto oggi le cifre sui sieropositivi e i malati di Aids, annunciando l’impegno per una vasta campagna di informazione fra i giovani più in pericolo. "In Iran sono 18mila le persone colpite dall’Hiv, 13mila delle quali non appartenenti a categorie a rischio", ha dichiarato a Teheran il vice-ministro della Sanità, Hossein Malek-Afzali, inaugurando le ‘Giornate mediche franco-iraniane’.

"Un numero molto inferiore a quello di altri paesi – ha aggiunto – grazie anche alla nostra cultura islamica, ma che desta preoccupazione perchè la malattia cresce ogni anno del 25%". Il vice-ministro non ha risparmiato critiche ai primi dieci anni della Repubblica islamica, negli anni ’80, quando "si è pensato solo ad una politica di incoraggiamento delle nascite, poi effettivamente raddoppiate, senza fare nulla contro l’Aids. Oggi – ha ammonito – non si devono più ripetere gli errori del passato. La malattia non deve essere più un tabù, e va combattutto soprattutto con informazione e prevenzione".

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