Iran: combattere l’AIDS senza urtare l’Islam

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Il problema HIV e AIDS sta diventando sempre più impellente e si cerca di fare campagne educative senza menzionare soggetti taboo per il Corano quali profilattici, omosessualità e...

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Anche in Iran il problema HIV e AIDS sta diventando sempre più impellente e incontenibile. Si cerca, in quel paese, di fare campagne educative senza menzionare soggetti taboo per il Corano quali profilattici, omosessualità e infedeltà.

La realtà è che a gennaio di quest’anno si sono registrati “ufficialmente” 3438 casi di HIV, ma lo stesso centro delle malattie infettive Iraniane stima che possano essere sui 19.000 casi. Le cause sono soprattutto lo scambio di siringhe infette, pratica molto diffusa in Iran, in quanto vi sono molti tossicodipendenti.

Non si prende nemmeno in considerazione l’idea della omosessualità o dell’adulterio. O meglio, si pensa che nessuno confiderebbe al proprio medico una di queste due cause. Le direttive ufficiali per combattere la malattia sono presenti a livello di principio, ma di fatto , non ci sono campagne preventive efficaci: si pensi che l’uso della parola “profilattico” è bandito. Alcuni conservatori islamici, per la prevenzione dell’HIV e per incrementare la monogamia, hanno proposto la pratica di un matrimonio temporaneo sotto contratto.

di Nadir notizie

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